Tyson Fury, il nuovo campione dei pesi massimi è un conclamato omofobo (e il Ministro dello sport inglese evita le congratulazioni)

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Pochi giorni fa il britannico Tyson Fury ha conquistato il titolo iridato dei pesi massimi battendo ai punti in 12 riprese il campione Wba-Ibf-Wbo, l’ucraino Wladimir Klitschko. Un trionfo inatteso, perché Klitschko era imbattuto da undici anni e 7 mesi. 27enne di 2 metri e 6 centimetri per 117 kg, Fury ha così fatto sua la più ambita corona del pugilato, ma solo e soltanto dopo aver messo le mani con orgoglio su quella decisamente meno ambita dell’omofobia.
“Ci sono solo tre cose che il diavolo vuole imporre al nostro modo di vivere: l’omosessualità, l’aborto e infine la pedofilia. Chi avrebbe mai pensato negli anni ’50 e ’60 che i primi due sarebbero stati legalizzati. In quel periodo se uno parlava di legalizzare omosessualità e aborto lo avrebbero preso per un pazzo da legare. Oggi grazie a molte rock star, cantanti e personaggi famosi il liberismo è stato abbracciato in maniera totale e negli ultimi 25 anni ha creato solo problemi. E’ risaputo che sono tutti coinvolti in un gruppo occulto di satana. Adoratori di tutto questo genere di cose”.
Pensieri e surreali parole rilasciate al DailyMail poche settimane fa, per un pugile multato nel 2013 dal British Board of Control Boxing per aver definito i colleghi David Price e Tony Bellew ‘amanti gay’.
Chris Bryant, Ministro dello Sport del Governo laburista, si è rifiutato di complimentarsi con Fury per il suo storico trionfo. E bene ha fatto.

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