Antonino Cannavacciuolo racconta il suo esordio in cucina a partire dal complicato rapporto con suo padre: “mi voleva medico o avvocato”.

Cannavacciuolo con suo padre (spetteguless.it)
Ormai non ha bisogno di presentazioni, Antonino Cannavacciuolo: un pranzo o una cena al tavolo di uno dei suoi ristoranti è per molti un sogno irrealizzabile, e in tantissimi lo seguono come severo ma (in fondo) tenero giudice e insegnante nei programmi a cui partecipa in TV. Per arrivare a questo punto, comunque, il percorso è stato duro, e le sfide numerose: ad iniziare dagli scontri con il padre dello chef, che voleva per suo figlio tutt’altra carriera. Eppure, le cose sono andate diversamente.
L’impero di Antonino Cannavacciuolo
49 anni compiuti lo scorso aprile, Antonino Cannavacciuolo è tra gli chef stellati più rinomati del momento: le stelle Michelin che ha all’attivo sono ben 7, un vero record. Tutto è partito da Vico Equense, dove il futuro chef, a sua volta figlio di un cuoco, ha studiato presso la scuola alberghiera della zona, diplomandosi nel 1993.
Ad oggi, il nome di Antonino Cannavacciuolo è associato ad un vero e proprio impero nel mondo della cucina: lo chef gestisce ben 5 attività in Italia, di cui due comprendono anche degli hotel. Parliamo di “Relais & Chateaux Villa Crespi”, celebre dimora storica acquisita dallo Chef, insieme a sua moglie, nel 1999. Ma anche di “Laqua Charme & Boutique”, intima dimensione che si affaccia sul golfo di Sorrento, a cui si aggiungono il Bistrot di Torino e la “Cannavacciuolo Bakery” di Novara.

Antonino Cannavacciuolo (spetteguless.it)
Proprio Novara, tuttavia, è al centro di un capitolo ombroso nella carriera del celebre chef, il quale aveva aperto un bistrot acquisendo la caffetteria del Teatro Coccia: il locale ha le serrande abbassate da tempo per motivi ignoti, il che ha scatenato non poche polemiche.
“Gli dissi ‘ o mi fai fare il cuoco o non faccio niente’”: il rapporto di Cannavacciuolo con il padre
Arrivare ad un momento di così grande successo per la sua carriera, comunque, non è stato affatto semplice per Cannavacciuolo, che tuttavia ha sempre avuto le idee ben chiare su cosa volesse diventare. Lui stesso, intervistato dal settimanale “Sette”, ha raccontato che all’età di 13 anni mise suo padre davanti ad una scelta obbligata: “o mi fai fare il cuoco o non faccio niente”.
Andrea Cannavacciuolo, suo padre, era a sua volta un cuoco, ma a quanto pare non voleva che il figlio seguisse le sue orme: “oltre quello di chef faceva altri due lavori” ha raccontato Antonino, “si è impegnato moltissimo per noi. Forse per questo mi voleva medico, o architetto, avvocato”.
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Eppure, la determinazione di un giovane aspirante chef ha avuto la meglio: l’esperienza del padre in cucina gli ha aperto con più facilità le porte degli stage in cucine da 5 stelle, e in una di queste ha avuto modo di intravedere la professionalità del maestro Gualtiero Marchesi, scoprendo il vero mondo dei ristoranti stellati. “Fino a quel momento pensavo di essere bravo”, ha confessato lo chef, “invece di colpo sono passato dalle medie all’università”.
Da lì, la passione diventa quasi un’ossessione: Antonino perde 15 chili in poco tempo per concentrarsi sul lavoro, si dedica di continuo alla lettura di libri sulla materia, e commette anche qualche errore. “Volevo stupire con abbinamenti strani, sbagliavo”, ha raccontato. Le cose, nel tempo, sono cambiate, ed oggi il nome di Antonino Cannavacciuolo è un orgoglio nella ristorazione stellata italiana.
Suo padre, tuttavia, sembra non avergli ancora perdonato la scelta fatta contro la sua volontà, almeno apparentemente: “Tra noi c’è un gioco”, racconta Cannavacciuolo, “gli preparo qualcosa e gli chiedo ‘allora papà, ho imparato qualcosa?’. Ma lui niente, so che si vanta di suo figlio con gli altri, ma non con me”. Insomma, papà Cannavacciuolo non intende cedere e dare soddisfazione al figlio, ma siamo sicuri che, con dei risultati così, non può che esserne orgoglioso.