È morto André Leon Talley, gigante del giornalismo e della moda

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Addio ad un gigante (letteralmente, era alto 2 metri). La moda internazionale piange André Leon Talley, deceduto all’età di 73 anni a causa di una malattia. Per quasi 40 anni il volto di Talley è stato associato a Vogue America. L’ingresso nel 1983, nel 1988 ne diviene direttore artistico. Ancor prima aveva scritto per Interview di Andy Warhol, il New York Times e W Magazine. Amico intimo di Anna Wintour, 15 anni fa André si è posizionato alla quarantacinquesima posizione della classifica stilata dalla rivista Out relativa ai cinquanta uomini gay più influenti d’America. Della sua vita privata non si è mai saputo nulla.

Celebre per i suoi caftani stravaganti e preziosi, Talley è stato il primo direttore creativo nero di Vogue, e a seguire direttore generale. Pioniere della moda, ha sostenuto con passione la diversità e l’inclusione in un settore che per anni aveva resistito. È stato ricordato da amici e colleghi per il suo glamour, grazia e grinta. Edward Enninful, editore di British Vogue, ha scritto: “RIP caro André. Senza di te non ci sarei io. Grazie per aver aperto la strada”.

Diane von Furstenberg, stilista nonché sua cara amica, ha scritto: “Addio caro André … nessuno ha visto il mondo in un modo più glamour di te. Nessuno era più grande e pieno di sentimento di te”. Tom Ford una volta disse di lui: “Appartiene a un altro tempo. Un tempo in cui i giornalisti erano in grado di creare un sogno, in cui la moda era un’economia molto più elegante, in cui lo stile contava davvero”.

Talley è comparso nel film Sex and the City, e nei documentari Valentino: The Last Emperor e The September Issue.

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