Sanremo 70, -9: quando Federico Salvatore cantò il Coming Out all’Ariston – VIDEO

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«Mamma’ son qui con le valigie sulla porta/ e in macchina c’è un uomo che mi sta ad aspettare/ la verità lo so ti lascerà sconvolta/ quell’uomo è il mio primo vero amore»

Nel 1996, con Sabrina Ferilli al fianco di Pippo Baudo, Federico Salvatore cantò il coming out all’Ariston. La sua Sulla Porta arrivò solo tredicesima, con mamma Rai che censurò un verso, per la diretta tv: «Sono un diverso, mamma, un omosessuale», diventò come per magia «Sono un diverso, mamma e questo ti fa male».
Canzone ingiustamente dimenticata, eppure storica, perché l’omosessualità sbarcò all’Ariston senza troppi giri di parole. Per la prima volta.

 

Mamma’ son qui
con le valigie sulla porta
e in macchina c’e’ un uomo
che mi sta ad aspettare
la verita’ lo so
ti lascera’ sconvolta
quell’uomo e’
il mio primo vero amore
con lui mi sento
libero e felice vivremo insieme
abbiamo gia’ una casa
non sono piu’ un bambino
mamma abbassa quella voce
smetti di fare
la vittima indifesa.
Perche’ cosi’ hai perduto
anche tuo marito
quel povero leone
che scappo’ come un coniglio
davanti al mostro
del tuo amore arrugginito
e ti lascio’
in ostaggio questo figlio.
Mamma’ son qui
con le valigie sulla porta
con tutti i dubbi
e tutti i miei casini
pero’ mi sento forte
e per la prima volta io me ne frego
degli orecchi dei vicini.
Sulla porta sulla porta
quante volte mi hai
fermato sulla porta
con quei falsi crepacuore
che sparivano
all’arrivo del dottore.
Mamma’ nella mia stanza
ho messo a posto tutto
le chiavi le ho lasciate
li’ sulla credenza
mi manchera’ il sorriso
del tuo caffe’ a letto
quel nostro paradiso dell’infanzia
quando il mio desiderio
era di piacerti
e allora col rossetto
e con il tuo ventaglio
in bagno mi truccavo
per assomigliarti
ero orgoglioso
di essere tuo figlio.
Ma un maledetto pomeriggio
dell’adolescenza
studiavo insieme ad un ragazzo
e per la timidezza
sentivo dentro un misto
di piacere e sofferenza
e mi scappo’
sulla sua gamba una carezza
oh mamma son stato troppo tempo
qui su questa porta
all’ombra dei colori
della tua sottana
a letto con le donne
ci son stato ma ogni volta
tornavo al mio segreto
come un lupo nella tana.
Sulla porta sulla porta
tu sapevi
e mi fermavi sulla porta
e chiudevi le mie dita
e i miei sogni
sulla porta della vita.
Mamma’ son qui
su questa porta dell’ipocrisia
con il mio posto fisso
e una carriera promettente
come un perfetto esempio
della media borghesia
che non puo’ avere
scandalosi sentimenti
oh mamma non capisci
come e’ falsa la morale
la maschera di fango
bagnata nell’argento
sono un diverso mamma
un omosessuale
e questo tu lo prendi
come un tradimemto.
Sulla porta
sulla porta
io vorrei
che tu sapessi perdonare
una volta
una volta
non buttare
sulle mie ferite il sale
come adesso
sulla porta che mi dici
vai per te io sono morta
sono morta
sono morta
e mi sbatti sulla faccia
questa porta.

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