Eurovision 2018, prosegue il disastro Regno Unito (che se solo volesse vincerebbe tutti gli anni a mani basse)

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Terzultima, con 48 punti appena, davanti solo a Finlandia e Portogallo.
SuRie, 29enne rappresentante del Regno Unito che ha dovuto gestire l’ormai solito invasore  di palco, ha ribadito il disastro inglese all’Eurovision, vinto per 5 volte nei primi 20 anni di vita per poi andare incontro a dei flop clamorosi.
Nel 1997, con Katrina & The Waves e la sua Love Shine A Light, l’ultimo trionfo, seguito l’anno dopo dalla medaglia d’argento di Imaani.

Nel 2002 un buon 3° posto con Jessica Garlick, a cui sono seguiti 16 anni di puro terrore.
Ultimi nel 2003, nel 2008 e nel 2010, 22esimi nel 2005 e nel 2007, 25esimi nel 2012, 24esimi nel 2015 e nel 2016. Nel 2009 un lampo di colore con Jade Ewen, 5^, ma è stato per l’appunto un caso.
Paradossale, visto e considerato che quasi tutti i Paesi cantano in inglese, ma al Regno Unito, che assieme a Spagna, Germania, Francia e Italia fa parte dei Big 5  (Paesi fondatori), dell’Eurovision parrebbe interessare poco.
Eppure lo show è seguitissimo e amatissimo in tutta l’Inghilterra, con pub affollati e case gremite, ma di carte ‘pesanti’ da giocare se ne sono viste assai poche.
Ecco perché l’ipotesi Robbie Williams, che si è detto pronto a scendere in campo per il proprio Paese, potrebbe sparigliare le carte.
Riportando il carrozzone a Londra.

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