Daria Bignardi su Vanity Fair: ‘Ho sconfitto un tumore al seno’

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«Chi è ammalato considera la propria malattia il centro del mondo, ma anche se ho rispetto per chi sta soffrendo in questo momento, parlare pubblicamente della malattia in generale, o peggio ancora della mia, non mi interessa. Per tanti motivi: un po’ per pudore, un po’ per paura della curiosità o della preoccupazione degli altri, un po’ perché quando guarisci volti pagina e non hai più voglia di parlarne ancora. Ho superato una malattia seria, ma al tempo stesso molto comune. Si ammalano milioni di donne, a cui va tutto il mio affetto».
«L’ho scoperto facendo una mammografia di controllo, appena terminata l’ultima stagione delle Invasioni barbariche. Sei mesi dopo, a una settimana dall’ultima chemioterapia, mi è arrivata la proposta di Campo Dall’Orto per dirigere Rai Tre. Gli ho raccontato tutto. Mi ha chiesto soltanto: “Sei guarita?”. Gli ho risposto di sì. “Ti aspetto a Roma”, mi ha detto e io sono partita».
«Il giorno della nomina, quando c’è stata la conferenza stampa a Roma, avevo la parrucca. L’ho portata per diversi mesi, era molto carina, capelli identici ai miei, anzi più belli. Poi andando avanti e indietro in continuazione tra Milano e Roma, a gestire ’sta parrucca, a un tratto, non ce l’ho fatta più. Un bel giorno l’ho tolta dalla sera alla mattina e mi sono presentata al lavoro con i capelli corti e grigi che stavano ricrescendo sotto. Ma non ho dato spiegazioni, tranne che ai miei vicedirettori, coi quali eravamo diventati amici». «Ferita dalle critiche? Ma no, sono vaccinata. Chiunque compare, soprattutto oggi, è oggetto di una tale massa di critiche che non bisogna esserne toccati davvero. In alcuni casi, le assicuro, mi dispiaceva per loro. Mi preoccupavo che rimanessero male se avessero saputo del cancro. Sono materna. E quindi rompiscatole. Vorrei fare da mamma a tutti».

Così Daria Bignardi, ex direttrice di Rai 3, ha confessato sull’ultimo numero di Vanity Fair di aver sconfitto un tumore al seno.
Da questa esperienza è nata Lea Vincre, protagonista del suo nuovo romanzo Storia della mia ansia (in libreria dal 20 febbraio) che «non è un libro sulla malattia e non è un libro sul tumore, è una storia d’amore, e sul rapporto tra l’amore e l’ansia. Il cancro è soltanto un evento che lo attraversa».
Come Nadia Toffa, che pochi giorni fa in diretta tv ha rivelato di aver sconfitto il cancro, anche Daria Bignardi ha deciso di condividere la propria esperienza.
Perché non c’è nulla di cui vergognarsi nell’aver vinto la malattia.
Anzi. Forza Dariona, torna presto a condurre che le tue Barbariche Invasioni ci mancano.

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Comments

  • IceMen 15 Febbraio 2018 at 15:09

    Non si parla di un tumore per vergogna, ma per tutelarsi, per pensare ad altro, per distogliere l’attenzione dalla malattia. La vergogna è l’ultima cosa che una persona in quello stato può provare.

  • chiaaa 14 Febbraio 2018 at 17:52

    Caspita, mi spiace averla criticata in passato per il “look da comunista”. Effettivamente era davvero senza senso se fosse stata una scelta estetica…adesso è chiaro tutto! Brava Daria!

  • iconic 14 Febbraio 2018 at 16:08

    quanto mi dispiace.
    sono contento che ne sia uscita.
    brava dariona <3

  • PaniK0 14 Febbraio 2018 at 16:02

    l’ho incontrata in aeroporto qualche settimana fa. immaginavo avesse passato qualcosa del genere, proprio perché si vedeva dagli occhi e fisicamente. donna di rara intelligenza, le auguro ogni bene