Sanremo 2017, considerazioni e pagellone della 1° serata

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C’è Posta al Festival.
Maria De Filippi Show (voto 6.5) all’esordio sanremese, con il suo inconfondibile stile che ha contagiato persino l’Ariston.
Più lei conduttrice, che co-conduttrice, indubbiamente emozionata (vedi i primi minuti) ma a tratti persino spigliata (fino al rischio caduta sui tacchi).
Due cambi d’abito, una buona alchimia con Carlo Conti (voto 6.5), un paio di storie raccontate in salsa Mediaset e una prima serata che è andata via liscia come l’acqua per la sanguinaria d’Italia.
Nel mezzo una ricca quantità di musica mediocre, rari picchi di qualità, almeno tre volti inutili (Cortellesi e Albanese per promuovere il film, Raoul Bova non si sa a fare cosa), un duetto da sballo (Consoli/Ferro: voto 8), un Ricky Martin da stupro con chilometrico medley a traino (voto: 7.5), il fenomeno del momento dei Clean Bandits (voto: 6), un Ubaldo Pantani sottotono (voto: 5)  e un Crozza (voto: 6.5) che l’ha subito buttata in politica, senza far sconti a nessuno.

Ed ora, pagellone.

1) Giusy Ferreri: introdotta come commessa da Maria De Filippi, pizzicata a sbevazzare da un osceno dietro le quinte e comparsa con smanicata e bocche alla Rocky Horror sui pantaloni, Giusy è più radiofonica che Sanremese. Pezzo vivace, furbescamente ridondante. Ma essenzialmente poca cosa. Voto: 6  

  2) Fabrizio Moro: Moro fa Moro cantando alla Moro, con un brano che improvvisamente sale, tra un ‘portami via amore mio’ e l’altro’. Voto: 6  
  3) Elodie: sbracciata, di rosa tinta, di croce tatuata e con un copridivano addosso. Scritta anche dalla Marrone (e si sente), Tutta colpa mia si gioca la carta ‘amore’ una cinquantina di volte. Ed è questa la furbata, perché ti ritrovi a cantarla senza neanche averla mai sentita. Basta dire ‘amore’ e sei al 75% del testo.Voto: 6.5  
  4) Lodovica Comello: abito montato da Mucciaccia con quintali di colla vinilica e stick a 3 euro di Tiger, stecche a profusione e brano onestamente ridicolo. Imbarazzante, direi. Inutile aggiungere altro. Voto: 1  
  5) Fiorella Mannoia: elegante di nero vestita, si divora il palco con espressività e fisicità. Brano potentissimo, voce come un marchio. Che tu sia benedetta, cara Fiorella. Voto: 7.5  
  6) Alessio Bernabei: presentato da colei che l’ha inventato, con giacca a strisce lucide che è puro orrore, voce a dir poco imprecisa e un brano tanto orecchiabile quanto evitabile. L’Universo intero non applaude, caro Alessio, ma se ne fotte. Voto: 4  

7) Al Bano: due mesi dopo l’infarto sul palco dell’Ariston per la 9494858esima volta. Insuperabile e indistruttibile, con una canna che ancora spacca al servizio di un brano che è una melensa rottura di coglioni. Più classico del classico. Voto: 5

8) Samuel: ritorna all’Ariston per la prima volta in solitaria con un prezzo molto atteso e onestamente tutt’altro che esaltante. Ha fatto mille volte di meglio, con i Subsonica. Non si è snaturato, fortunatamente, ma senza folleggiare. Voto: 6  

9) Ron: ‘in fondo, l’ottava meraviglia del mondo siamo io e te‘. Romantico e profondo, classicheggiante e con un arrangiamento musicale che è tutto un trionfo di archi. E’ sorpresa Ron. Voto: 7

10) Clementino: meglio della prima volta al Festival, ma anche in questo caso decisamente evitabile. Perché Clementino all’Ariston? Voto: 5  

11) Ermal Meta: è bravo, Ermal Meta. Più come autore che come cantante, ma il brano ha il suo perché. Voto: 6

Tre i cantanti a rischio eliminazione inviati alla serata di giovedì (NON canteranno le cover ma replicheranno i brani in gara), ovvero CLEMENTINO, RON e GIUSY FERRERI. Onestamente assurda la presenza di questi ultimi due nomi, per una prima serata che si è chiusa  alle 00:53 (voto: 6+).

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