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Il BugChasing e il servizio de Le Iene sui gay che vogliono prendere l’HIV

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‘Uomini HIV positivi fieri di esserlo che cercano di convertire ragazzi negativi.
Questo e nient’altro è il BugChasing, pratica nata in America negli anni ’90 ieri sera diventata di dominio pubblico anche in Italia grazie a Le Iene.
Voglio prendere l’HIV‘ il titolo dato al servizio, terrificante e scioccante nel rappresentare l’idiozia umana.
E non l’omosessualità in tutte le sue sfaccettature, perversioni e trasgressioni comprese (rapido e buttato lì l’accenno alla pratica tra gli eterosessuali, 10 secondi su 16 minuti).
Ma solo e soltanto la follia. La follia di ragazzi poco sani dal punto di vista mentale.
Peccato che l’immagine mostrata all’italiano medio sia quella del gay disinibito incapace di uscire dal tunnel del sesso sfrenato.
Ancora una volta.
Per l’ennesima volta.
Ed è un errore.
Perché questi non sono gay.
Ma dei deficienti.
Degli imbecilli che hanno e danno un’immagine dell’hiv semplicemente illogica e fantascientifica. Perché sarà anche vero che di HIV non si muore più, soprattutto se vivi in occidente ed hai a disposizione determinati e costosissimi farmaci, ma il virus ti cambia la vita. In peggio. E non esiste nessun piacere sessuale che possa valere tanto. Teste di cazzo.

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