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Coming: 2parole2 sulla prima puntata della nuova web-serie gay italiana

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Il sottoscritto NON ama le web-serie. Non le vedo.
Non le seguo.
Non mi piacciono.
Il più delle volte durano troppo poco per creare uno straccio di empatia, e soprattutto sono girate alla cazzo di cane causa mancanza di soldi e recitate peggio.
Ieri è partita una nuova web-serie particolarmente e inspiegabilmente chiacchierata, Coming, a tinte gay.
Una web serie sulla vita gay di Roma, vista con i cinici e a lungo andare fastidiosi occhi del cliché omosessuale. Il gay di professione che pensa solo a scopare, tra applicazioni iPhone e chat, gay street e marchettari da pescare a Piazza della Repubblica. La Roma notturna che i creatori hanno voluto disegnare come la Washington di House of Cards (ricalcato anche il tema musicale), con il Cupolone in sostituzione della Casa Bianca. Ecco, anche meno. Dagli Intrighi del potere agli Intrighi della ciolla? Per piacere. E poi diciamocelo, ha rotto le palle questa rappresentazione dell’universo omosessuale di una cupezza sinceramente inesistente. Si scopa, si tradisce, ci si lascia e ci si incontra esattamente nello stesso modo in cui tutto ciò diventa realtà nel mondo eterosessuale. L’insopportabile personaggio dell’attivo che non si innamora e che sa comunicare solo ed esclusivamente tramite frasi fatte andrebbe preso a pisellate in faccia.
‘Sono tutti etero, fino aa 500 euro’.
‘Essere gay sta diventando una moda, una volta non era così’.
‘Di gay è sempre stato pieno il mondo, oggi con le chat è tutta un’altra storia’.
‘Sarà il bigottismo ad ucciderci, non il cazzo’.
Wow. Aaron Sorkin levate.
Poi si passa alla coppia di gay che dopo un pompino e un vago ricordo di scopata a 3 si mette a parlare di omogenitorialità. E giù a ride.
Imperdibile invece il terrificante scambio di battute tra il ‘giornalista di sinistra’ e la cameriera del bar che tiene un blog, per poi finire in apoteosi con la scopata dell’odioso attivone dal cuore glaciale che si tromba solo i pischelli e la ‘chicca’ del Sindaco che si deve svuotare le palle con qualche marchetta omo. La tensione che si taglia a fette, proprio. E il tutto in 10 minuti appena, alla Lory del Santo con lo sbertucciato e scult The Lady.
Per non parlare della recitazione, santo Iddio. Si salva solo la fotografia, che trasuda uno straccio di apprezzabile impegno.
Insomma, la scontata conferma di quel che già sapevo.
Il sottoscritto NON ama le web-serie.

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