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Sanremo 2014 – Giorno 1: ecco il diario giornaliero dal Festival

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Una ‘firma’ esterna.
Non la mia, a Milano e decisamente distante dall’Ariston, bensì quella di Angelo Rifino, accreditato festivaliero che seguirà Sanremo 2014 direttamente dalla sala stampa, per poi raccontarci la ‘sua’ giornata qui, su Spetteguless, tutti i giorni, tra indiscrezioni, sgoop, gossip e quant’altro possa interessarci a noi che amiamo il Festival della canzone italiana.
Perché Sanremo è Sanremo e si applaude a prescindere, canzoni di merda o meno.
Tanto da ricordare l’appuntamento GRUPPO D’ASCOLTO direttamente sull’account Twitter ufficiale del blog (qui), e non perdersi neanche un momento di questa prima serata.
Da anticipare con questo primissimo giorno di diario che mi fa tanto girare le palle. Perché a Sanremo ce volevo sta io:

Il primo pezzo da scrivere in diretta dalla Città dei Fiori porta con se il mio primo ricordo sanremese: la vittoria di Anna Oxa nel 1999, o meglio, l’immagine di me e mia madre – anche lei un po’ vincitrice perché sua ex compagna di classe a Bari – che saltiamo sul divano per festeggiare quel primo posto. Senza dubbio il modo giusto per crescere un figlio etero. Senza dubbio il modo giusto per farmi iniziare a drogare di Festival. Ogni nuova edizione porta con sé un po’ di nostalgia. A me manca tutto: il cavallo pazzo di Baudo che tenta il suicidio in diretta, er poro Raimondo che sfancula Madonna in 10 minuti o addirittura i Placebo che sfasciano mezzo Ariston, davanti ad una Carra’ incredula. Momenti epici. Ma c’era una cosa che sognavo di fare: assistere alla kermesse canora (sognavo anche di poter scrivere “kermesse”, lo ammetto) direttamente dal luogo del delitto. Essere a Sanremo durante il Festival è inspiegabile, è come trovarsi in parlamento durante il cambio di governo: il delirio assoluto. E questo delirio lo vivo ormai da quattro anni. Stamattina, solo dopo 4 edizioni, ho realizzato anche un altro sogno ed insieme ad Iva Zanicchi ho cantato “Ti voglio senza amore”. Come dite? “Europarlamentare di destra” non fa rima con “frociarola persa”? A volte si. L’ho amata. Martedì mattina: sala stampa strabordante e ansiosa. Fortunatamente Fabio Fazio e i dirigenti Rai ci hanno subito avvertiti: “Non miriamo agli ascolti dell’anno scorso”. Anche se in effetti i 18 milioni di euro (sì, proprio 18) spesi quest’anno avrebbero potuto trarci in inganno. Noto con piacere che du spicci sono stati riservati anche per il wi-fi, il maxi schermo HD ed un buffet, cosi ricco, da sfamare senza problemi 20 Natali di una famiglia pugliese. Con cifre del genere come minimo mi aspettavo Beyoncè e Obama ospiti, per smentire la loro love story… ma a noi,in fondo, basta la Carrà. L’annuale gay pride nella sala stampa del Festival inizia a prendere forma. Vorrei restare, ma non posso: oggi, l’appuntamento per la gente che conta davvero, è con Valeri(on)a Marini, che in veste di opinionista (aiutami a dì “veste”), dispensa pareri durante il talk-show di Vanity Fair, condotto dal mio amico Luca Bianchini. Da raccomandato quale sono, passo un po’ di tempo a Casa Vanity con Renga e Arisa, la quale mi vieta di fare un selfie serio. Giuro che in questi post quotidiani cercherò di parlarvi il meno possibile di musica – sarebbe come parlare di moda a “Ma come ti vesti?” o di discriminazioni in Russia…non interessa a nessuno – e mi concentrerò sui pettegolezzi, sulle gaffe, su quello che i VIP non vorrebbero mai svelare o al massimo, se butta male, su Beppe Grillo che si è auto invitato…ora non posso però, ho un primo red carpet a cui assistere e s’è fatta na certa!“. By Angelo Rifino.

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