Here I Am di KELLY ROWLAND non sfonda negli Usa, mentre Katy Perry entra nella Storia

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Non c’è stato nulla da fare. Kelly Rowland proprio non ce la fa a scrollarsi di dosso dalle palle il successo di Beyonce, rimanendo la sua ombra rosicona. Here I Am non ha infatti sfondato negli Usa. 76,399 copie vendute in 7 giorni per l’album, obiettivamente BRUTTARELLO, ovvero 10,000 in meno rispetto alle 86,746 vendute da Ms. Kelly, del 2007, e un centinaio in meno rispetto alle 77,000 di Simply Deep, suo album d’esordio. Vero è che la Rowland non ha mai fatto sfracelli, ma dopo la sfornata di tormentoni estivi degli ultimi anni si pensava che avesse ampliato il proprio bacino di fan, e invece cor cazzo. Quelli erano, e quelli son rimasti, ovvero du gatti. Davanti a lei, inesorabile, Adele. Scivolata in 2° posizione, per lasciar strada ad ERIC CHURCH, la panzerotta britannica è comunque riuscita ad incrementare le vendite, grazie ad un secco +10%, pari a 84,214 copie smerciate in 7 giorni. Crolla così il muro degli 8 milioni di album venduti in tutto il mondo dal suo 21, con il tetto dei 9 più che alla portata. Quarta posizione, -21% e 41,720 copie vendute per 4 di Beyonce, mentre risorge anche negli States, dopo il primato inglese, Amy Winehouse. Sesta piazza e +68% per Back to Black, con 37,386 copie vendute, mentre Frank si è fermato alla 33°, avendo venduto 11,972 copie. I morti, si sa, tirano più che da vivi. Altra new entry ed altra delusione con quella sfigata di Joss Stone. Solo 28,240 le copie vendute dal suo Lp1, che pare no yogurt, con Born This Way di Lady Gaga tornato a calare, dell’11%, con 24,183 copie smerciate. Ultima chicca, con Katy Perry protagonista. Perché grazie a Last Friday Night, balzato in testa alla Billboard Pop Songs Chart, Teenage Dreams è stato il PRIMO ALBUM, negli ultimi 19 anni, a partorire 5 TOP singoli consecutivi. Roba che uno se lo poteva aspettà dalla mediaticamente ONNIPRESENTE Germanotta, e invece… Katy Perry. Chapeau.

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