Domani, giovedì 11 ottobre, si celebra in tutto il mondo il XXIV Coming Out Day. Un giorno per riflettere sull’importanza del “coming out”, un giorno per prender coraggio e gettare in terra la maschera che tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo indossato. Perché ‘celebrare’ questo giorno con 12 ore di anticipo qui su Spetteguless? Semplice. Perché c’è ancora una notte per pensarci, per ‘pianificare’, per farsi un esame di coscienza. Per prendere forza e coraggio, ed urlare al mondo ‘sono gay’. Perché checché se ne dica l’accettazione è tutto, personale ed altrui, e mai come domani quella tanto attesa sensazione di libertà potrebbe esser finalmente vostra. Un giorno tutto questo NON sarà più necessario. Anzi, probabilmente sarà ridicolo. Ma per arrivare a quel giorno, al giorno in cui eterosessualità ed omosessualità saranno REALMENTE uguali, dobbiamo continuare a lottare, ad esporci, dichiararci, e far sapere a parenti, amici, vicini e genitori, che anche loro conoscono e vogliono BENE ad un gay. Automaticamente cadrebbero cliché e leggende metropolitane. Automaticamente diventeremmo tutti uguali. Realmente tutti uguali. Ma ci vuole tempo e coraggio, per arrivare a quel giorno.
Ecco perché dopo il saltino troverete la storia del MIO coming out.
I lettori più fedeli ricorderanno la rubrica MY LIFE, andata avanti per 3 anni, divisa in puntate e incentrata sulla MIA vita.
Uno di quei capitoli riguardò proprio il MIO personalissimo coming out, inatteso e tutt’altro che pianificato.
Un coming out che ancora oggi, a distanza di 10 anni, nel suo piccolo mi inorgoglisce, e con la consapevolezza che SI’, ha contribuito a cambiarmi la vita.
Tanto da riproporvelo, nel caso in cui potesse essere utile.
Quindi buona lettura, buona serata, e buon Coming Out Day a tutti.
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