Category Archives: Gay Village

What a Feeling (Flashdance) in DRAG grazie a Daniel DeCò

Riproporre i MITI del passato è sempre rischioso.
E What a Feeling (Flashdance), in quanto a mito, non si batte.
Eppure c’è chi ha osato l’inosabile in forma DRAG.
Lui è Daniel DeCò.
E la ‘sua’ What a Feeling (Flashdance) è davvero (ma davvero) una piacevole sorpresa. Vedere per credere.

Imma Battaglia contro tutti: piovono QUERELE

Siamo addirittura arrivati a questo.
Alle querele nei confronti di chi dissente, di chi reagisce, di chi critica, utilizzando spesso toni eccessivi, questo è innegabile (ma non nel caso di Spetteguless, visto che da tempo le concedo addirittura il LEI, dopo essermi beccato della ‘checca isterica’ al Gay Village, in mezzo alla pista), ma solo e soltanto perché ESASPERATI da una vergognosa politica tricolore che non ci considera e da una deriva sinceramente ‘incomprensibile’ che da tempo vede protagonista mrs. Imma Battaglia.
Che provoca, mediaticamente parlando, per poi passare al piano B, annunciato 2 ore fa via FACEBOOK.
Che si chiama avvocato. ‘False notizie e gravissime ed immotivate offese ricevute?’. Quali, quando e da parte di chi. Da che mondo e mondo mettere le mani avanti, sparare nel mucchio e ‘minacciare querela’ non fa rima con ‘democrazia’, soprattutto se sei un personaggio pubblico, se rilasci interviste, se invii comunicati stampa, se sali su un palco davanti a migliaia di persone, se comunichi via FB quotidianamente, se vieni ‘erroneamente’ considerata da parte della stampa LEADER del movimento glbtq e se sei PRESIDENTE di un’associazione gay di stampo nazionale. Tu liberissima di esprimere il proprio pensiero, anche se distante anni luce dal nostro, ma noi liberi di dissentire e perché no, di farci girare le palle. Nel rispetto reciproco, ribadisco e sottolineo (quindi BASTA con insulti e parolacce nei suoi confronti, PER FAVORE). Anche se urlare in modo sprezzate ‘checca isterica‘ ad un ragazzo, solo e soltanto perché colpevole di critica, credo sia TUTTO tranne che ‘rispettoso’. Ma questa è un’altra vecchia (triste) storia. Che il qui presente affidò ad un ‘banale’ BLOG, e non ad uno studio legale.

Gay Village 2012 – si parte il 21 giugno

Se il 23 giugno il Gay Pride ‘sfilerà’ per le vie di Roma, due giorni prima, ovvero il 21 giugno, inaugurerà l’undicesima stagione del Gay Village.
PRE-FLYER ‘ufficiale’ per l’evento danzereccio più atteso dell’estate romana (quindi NO, non è questa la campagna pubblicitaria) , ormai tanto frocio quanto etero/coatto, ancora una volta al Parco del Ninfeo, zona Eur, e con tanto di roboante ‘etichettatura’: The Largest GLBT event in the world.
Della serie, ‘me cojoni‘.

Il 30 giugno Charlie Hides sbarca al Gay Village 2012

Mancano mesi e mesi all’arrivo dell’estate e all’apertura del Gay Village 2012, con il programma, ovviamente, autentico work in progress.
Ma con un signor nome da sbandierare con larghissimo anticipo.
Perché sabato 30 giugno sbarcherà a Roma, e per la prima volta in Italia, Charlie Hides, ovvero la DRAG REGINA di Youtube negli ultimi 6 mesi.
Cliccatissime le sue ‘parodie’, con una di queste sottotitolata in italiano dallo stesso staff del Village, ovviamente lieto di annunciare l’acquistone. Nella speranza che La Pepa non finisca per stordirla con l’immancabile grido ‘energiaaaaaa‘. Ma questa è tutta un’altra storia…

Gay Village 2011: arriva Sophie Ellis Bextor

10 anni di Gay Village.
E’ un’edizione ‘importante’ quella che verrà inaugurata tra due giorni al Parco del Ninfeo, all’Eur. Perché 10 anni sono passati dal primo storico Gay Village. 10 anni di battaglie, di location, di polemiche politiche, di serate, ospiti, dj e chi più ne ha più ne metta. Madrina di questa decima edizione la resuscitata Eva Grimaldi (ma da dove cazzo l’hanno ripescata a questa? E soprattutto, madrina frocia perché … ok, non se po’ dì perché ce scatta la querela ma OK), per una prima serata che sarà GRATUITA per tutti quelli che porteranno alla cassa la tessera elettorale TIMBRATA (per il Referendum). Ingresso gratuito confermato anche quest’anno per i tanti che entreranno entro le 21.00, ovviamente nei giorni a seguire, con una serie di novità all’interno del programma: danza classica e contemporanea (per la prima volta al Gay Village), cinema (seconda edizione del Gender Docufilm Festival), teatro (rassegna The New New York con i migliori artisti della scena americana – anteprime assolute tra cui spiccano i due allestimenti “Prove di guerra tra Antonio e Cleopatra” e “Lui che ama mio marito” – il ritorno di Paola Minaccioni e Cinzia Leone), musica e discoteca, con una quarantina di Dj tra resident e ospiti (Bob Sinclar in arrivo il 30 giugno per una data unica… con Raffaella Carrà?!?).

Il 23 giugno, come detto, si inaugura (ingresso 10 €) con il dj e produttore tedesco Tocadisco, mentre sarà Vladimir Luxuria a dare inizio il 24 giugno al cartellone artistico con il suo “Happy Birthday Luxuria”, per festeggiare il suo quarantesimo compleanno e ripercorrere le avventure di una vita.
Tra le “Icone della dance floor” OSPITI in concerto ci saranno Debora Cox (29 luglio), Samantha Fox (2 settembre), e soprattutto lei, la mia AMATISSIMA Sophie Ellis Bextor (9 settembre), ovvero la popparola più sottovalutata della storia.
Grosse novità anche in ambito teatrale: con la rassegna “The New New York”, il 5 e il 6 agosto sono in arrivo a Roma i più importanti nomi della scena underground newyorkese. Si parla di performer del calibro di Penny Arcade (ha iniziato la sua carriera insieme a Andy Warhol, è una dei testimonial preferiti da Vogue, unanimemente riconosciuta come la più grande star dell’arte trasgressiva dal 1960 a oggi), Tigger (il primo e indiscusso Re del Boylesque e dello spogliarello in versione parodica e drag queen), Sherry Vine (la migliore imitatrice di Madonna, Britney Spears e Lady Gaga), Phebe Legere (cantante, artista a tutto tondo, collaboratore di Brian Eno e Regina del Queen Island), Acid Betty (esageratissima e maestosa drag, diva del trucco interstellare) e Joey Arias (storica e sofistica primadonna dell’avanspettacolo off-Broadway). DORCE IN FONDO, la chicca, che il sottoscritto da ANNI si augurava, ovvero lo SBARCO festaiolo a Capocotta, al Settimo Cielo, con il Gay Village Beach! Sulla CARTA un’edizione con i controcojoni (e ribadisco, SULLA CARTA), che il qui presente per la prima volta NON si farà, vivendo ormai a Milano. Quindi a parte qualche toccatina e fuga, e tutta la seconda metà di agosto, buon Gay Village… A VOI!

Gay Village 2011 al VIA: ecco la campagna pubblicitaria

Noi al Gay Village? In mezzo ai froci?!? Ma che scherzi?!?
Quante volte avremo sentito pronunciare simili parole, da BANDE di repressi incalliti? Decine, centinaia, allargando il tutto ai vari locali gay del Paese. Giocando proprio con questo aspetto, il Gay Village 2011 lancia la propria campagna pubblicitaria per la stagione 2011. 10 anni di vita per l’appuntamento estivo capitolino, che inaugurerà giovedì prossimo, 23 giugno, sempre al Parco del Ninfeo. Ingresso gratuito per TUTTI quelli che si presenteranno alla cassa con la scheda elettorale timbrata, per un appuntamento che è diventato un MUST dell’estate romana. E se la campagna è sempre più politically correct, e trasversale (con un abuso di photoshop atroce, lui sembra uscito da un videogioco), da romano DOC diventato ‘milanese d’adozione’ non posso che chiedermi COME MAI qui, all’ombra della Madonnina, nessuno abbia ancora pensato a qualcosa di simile. Possibile che nella capitale finocchia d’Italia in 10 anni A NESSUNO sia venuto in mente di tirar su un Gay Village meneghino?!?!?  No dico, ma cosa diavolo state aspettando?!?

P.S. commenti sulla campagna? Ce piace o non ce piace?!?! Promossa o bocciata?!?

EuroPride Park: si parte con il concerto di Donatella Rettore (e appello di Ambra)

Finalmente si parte. Oggi, 1° giugno, a Piazza Vittorio prenderà vita l’EuroPride Park.
Aspettando l’EuroPride, che si terrà l’11 giugno, Roma si anima, con un ‘parco ranbow’ aperto dalle 18 del pomeriggio a tarda notte, con ingresso GRATUITO. Musica, cultura, incontri, feste, stand delle associazioni e commerciali, nella più grande piazza di Roma. Piazza Vittorio è un luogo di grande vivacità, laboratorio di integrazione etnica e culturale. Qui, ogni giorno, le culture più diverse si confrontano, condividono gli spazi, costruiscono insieme il futuro della città. La piazza perfetta per accogliere un evento come questo.

Alle 21 di questa sera saliranno sul palco la leggendaria Franca Valeri e Claudia Gerini, madrina della manifestazione, con concerto di Donatella Rettore alle ore 22.
Qui l’intera programmazione della ‘settimana lunga’ (con la bellezza di 19 serate discotecare in 12 giorni), per un parco che il sottoscritto vivrà nel weekend, tornando a Roma proprio per l’accoppiata Pride/Referendum. Tempo permettendo

ZIngaretti, Alemanno e Polverini chiudono la stagione del Gay Village

La stagione più lunga della sua storia, ormai decennale, verrà domani sera chiusa (all’aperto, visto che la chiusura ‘ufficiale’ è datata sabato 25 a Spazio900) dai massimi esponenti politici di Roma e del Lazio.
Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia e a mio avviso futuro Sindacp, DA SEMPRE vicino alla comunità glbtq, e soprattutto loro, Gianni Alemanno e Renata Polverini, attuale Sindaco e Presidente della Regione, chiuderanno la stagione del Gay Village.
Il primo dei due destroidi già visto (e fischiato) lo scorso anno, la seconda pronta al suo esordio assoluto.
Imma Battaglia, ovviamente, è andata in brodo di giuggiole dinanzi all’evento:
 “E’ segno di un riconoscimento importante da parte della città di Roma e delle sue istituzioni alla comunità gay e gay friendly. Il processo di integrazione e di piena cittadinanza di manifestazioni come il Gay Village all’interno della città e della regione è un fatto che anche le istituzioni vivono con chiarezza, volendo dimostrare con la loro partecipazione diretta il crescere di una cultura che vuole vivere le differenze come uguaglianza. La politica in generale è in forte ritardo sul fronte dei diritti delle persone omosessuali e transessuali, ma sono convinta che sia nel dialogo e nel superamento delle barriere ideologiche, come nella sinergia tra le istituzioni e la società, che si possa costruire un percorso futuro di piena cittadinanza per gay e trans”.
Partecipazione diretta delle istituzioni, cara Imma?
La partecipazione più diretta avuta da Gianni Alemanno in poco più di due anni da Sindaco è stata condita da una SELVA di NO: No alle Coppie di fatto, NO ad una legge contro l’omofobia, NO ai matrimoni gay.
Renata Polverini, dal canto suo, le cose più VICINE alla comunità gay che è riuscita a partorire da quando si è insediata alla Regione sono probabilmente state una grattata di palle e una bestemmia, in omaggio alla più camionista delle lelle romane, e tu mi vieni a parlare di ‘partecipazione diretta delle istituzioni’, quelle stesse istituzioni che non solo non fanno NULLA di concreto, ma neanche spezzano lance a nostro favore, dicendo NO a qualsiasi DIRITTO da noi chiesto a gran voce?
Però è importante DIALOGARCI, giustamente tu ci ricordi, dimenticandoti di sottolineare come per dialogare ci sia bisogno di un’altra parte recettiva e pronta al dibattito e a intaccare le proprie intoccabili visioni, se no di che cazzo di dialogo stiamo parlando? Io parlo, parlo, parlo e propongo e cosa mi ritrovo come risposta? Un pugno di no, detti con il sorriso sulle labbra. Bè cazzo, quando si dice un dialogo proprio costruttivo e NECESSARIO, tanto da sentire il BISOGNO di invitare  questi simpatici politicanti che NON CE SE CAGANO al Gay Village, perché è giusto abbattere ogni barriera ideologica, tra  abbracci, misteriosi ringraziamenti e pacche sulla spalla, in modo da poter scattare un’altra bella foto ricordo da aggiungere alle tante altre, figlie di politicamente inesistenti ma interessati dialoghi, che in tanti anni di cheeeeeeeese NULLA hanno portato alla comunità glbtq, se non strumentalizzazioni e quintalate di evidente e sincero imbarazzo.

Valerio Pino TORNA alla musica con un singolo GAY FRIENDLY: ecco PERCHE’????

Quando si dice… “mai titolo fu più azzeccato”.
Qui siamo ai livelli di Sole Solange… ce mancava solo la canzone gay friendy… Pino mio pe diventà icona frocia come minimo ce devi da er culo. A tutti.

P.S. baciami, girati, chiudi gli occhi? Ma questa è pura poesia… 

Gay Village 2010: ecco la MIA pagella con annessa SIGLA ufficiale

E alla fine Gay Village fu.
Per la prima volta dopo ANNI e ANNI sorto senza polemiche politiche di nessun tipo, con autorizzazioni date con mesi e mesi di preavviso e una struttura costruita finalmente con tutto il tempo a disposizione che si poteva avere, il Gay Village 2010 è partito.
10 anni dopo la prima storica edizione, tanto è cambiato.
Come ci ha ricordato Ozpetek in Mine Vaganti, il 2010 non è il 2000. Purtroppo, potremmo e dovremmo aggiungere. Basti pensare che in quelle STORICHE edizioni si ballava TUTTI I GIORNI DELLA SETTIMANA. Come dimenticare il mitico ABBONAMENTO con 7 ingressi consecutivi a 20 euro?!? Oggi solo con il sabato te ne partono 16 (il giovedì 8 e il venerdì 12), consumazione inclusa. Alla faccia della crisi, segno dei tempi che cambiano.In un decennio l’IDEA del Gay Village si è così evoluta (in peggio o in meglio? Fate voi) , facendosi soprattutto festa, prodotto.
Iniziò a Testaccio, con 3 edizioni indimenticate diventate ormai leggenda, tanto che la tipica frase “vabbè ma il Gay Village di Testaccio non si batte” è entrata di diritto nella Treccani dei luoghi comuni, dopo Non ci sono più le mezze stagioni e Non può Piovere per Sempre.
Dai bambini di 8 anni ai vecchi etero fascisti di 90, è ormai una frase cult.
Anche ad una cena, in un momento di imbarazzato silenzio, se non sapete cosa dire sparatela a cazzo. Fa sempre il suo porco effetto e soprattutto alimenta un’inedita discussione. Provare per credere.
Dopo Testaccio ci fu la melmosa edizione di Caracalla, ribattezzata negli anni anche Zanzara Village, le due alle Cascate dell’Eur, rivalutate solo e soltanto una volta abbandonate, e le ultime due, sempre all’Eur, con due location differenti pronte a staffettare per tre anni consecutivi.
Quest’anno, infatti, siamo tornati dov’eravamo finiti due anni fa, ovvero tra le fratte del Parco del Ninfeo. Ma com’è sto benedetto GayVillage 2010?Partiamo dalle noti dolenti.
Una su tutte: l’ingresso.
Giovedì sera, giorno dell’inaugurazione, quando l’ho visto mi è preso un colpo.
Il più brutto ingresso della STORIA del Gay Village?
Secondo me sì.
Sarà una cazzata di poco conto, ma l’ingresso ha la sua importanza. Un ingresso ti accoglie in casa, ti inizia a viziare e a coccolare ancor prima che tu abbia visto tutto il resto. Non dico di tornare al mitico ingresso a spermatozoo dell’ultimo Village testaccino, ma precipitare fino a quest’ultimo no, mi sembra eccessivo.
Buio, spento, smorto, piatto, non vedo come possa piacere.
Proprio le luci sono poi un altro problema di questa nuova edizione.
Se giovedì non si vedeva veramente un cazzo, ieri la situazione è decisamente migliorata, anche se un pelo in più di luce soffusa non farebbe male a nessuno. Capisco che le fratte e il buio aiutino a copulà, però cazzo tra scalini, fili, sassi, lelle punkabbestia che se siedono per terra e gnappi alti un cazzo e mezzo uno rischia veramente de sfrantumasse l’osso sacro e senza neanche godè più de tanto. E questo non è bello.
Messo poi da parte il millenario problema della TERRA, che non credo sia facilmente risolvibile, con migliaia di scarpe buttate na volta tornati a casa, possiamo arrivare alle note PIU’ che positive.
Due su tutte:
Le sale e l’impianto audio.
PER ANNI ho detto (e ancora lo sostengo) che in una discoteca TUTTO deve partire dall’impianto audio. Se fa cagare quello tutto il resto è un più. Ecco perchè negli anni scorsi sbraitavo schiumando merda come una checca isterica sparlando dei Gay Village. Perchè troppo spesso in pista non se sentiva un beneamato cazzo. Praticamente le canzoni ce le cantavamo da soli. Quest’anno, miracolo dei miracoli, il problema è stato RISOLTO.
L’impianto è OTTIMO, superiore ad ogni mia più rosea aspettativa. Anche perchè obiettivamente parlando stamo in mezzo al NULLA. A meno che non venga a lamentasse l’associazione “Flora e Fauna Eur Spa” direi che un volume simile non può dar fastidio proprio a nessuno. La musica pompa e pure parecchio, tanto in commerciale quanto in house, senza mischiarsi con l’altra sala, come capitava due anni fa, quando uno con un orecchio ballava Britney e con l’altro Benny B.
Con metà corpo scheccavi, con l’altro scoattavi.
Sembravamo un branco di deficienti.
Oggi no, questo non accade più. Anche perchè le sale son più distanti l’una dall’altra e soprattutto sono forse grandi il DOPPIO rispetto alle vecchie ‘sorelle’. Enorme la commerciale, notevole l’house, con laser a gogo e megaschermi con i controcazzi.
Inzeppato di BAR sparsi un po’ ovunque, la novità di quest’anno è rappresentata da un ristorantino a due piani con tanto di terrazza, dove mi han detto se magna un messicano da paura, mentre ciò che manca, anche quest’anno, è una zona RELAX/chiacchiericcio, me siedo e te conosco, me siedo e dormo, me siedo e pomicio o me siedo e me faccio na canna. In poche parole, fateme sedè!
Il sottoscritto se è stanco se siede pure in mezzo alla merda, sai che me ne frega, ma un angolino pensato solo e soltanto per questa funzione non sarebbe stata una cattiva idea.
Promossi i bagni, con noiose ed interminabili file che aiutano però a socializzare, ci son poi sparsi un po’ a cazzo stand di vario tipo, per quei pochi a cui viè in mente de fa shopping pure quando vanno a ballà.
Chiudo infine proprio sul ballo e sull’ingiustificata evoluzione della sala COMMERCIALE.
Giovedì, con Brezet e credo Max C in consolle, me so spaccato!
Ieri, con non so chi perchè ad un certo punto ha iniziato a piovere (una ficata, ballare con la pioggia, UNA FICATA) e hanno coperto consolle e dj con un telone di plasticaccia verde, me so fatto du cojoni grossi come na capanna.
Ora, dico io.
Per quale minchia di motivo nella sala commerciale del Gay Village mi devi sparare TRUZZATE dance, coattate immani e remix improponibili di icone froce (vedi la musica inascoltabile della serata Omogenic da una cert’ora in poi), magari solo e soltanto per soddisfare quei quattro etero sfigati che scendono dallu paese il sabato sera pe venì a fa gli alternativi in mezzo a noi finocchi?!?
Si chiama COMMERCIALE? E datemi la musica COMMERCIALE!
Dalla black alla dance anni 90, dal revival anni 80 alle icone musicali gay, dal pop al trash, senza considerare tutte le novità degli ultimi 6 mesi, avoja a musica. QUESTO volemo sentì, no MI PIACI SE TI MUOVI REMIX, che neanche al PATA PATA de San Teodoro a Ferragosto mettono più, cazzo!
Detta la mia su TUTTO, ci rimane un’edizione SUPERIORE alle ultime due, inferiore a quelle alle Cascate ed OVVIAMENTE non paragonabile alla “Testaccio Legend”.

Voto: 6 ,5

P.S. dopo averla rivista promuovo anche la lunghissima sigla, tecnicamente notevole.