Sanremo 2014 – voti e considerazioni prima serata

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Prima il tendone del palco Forza 4 che non sale.
Poi i due cavalli pazzi che minacciano di suicidarsi dalle balconate dell’Ariston.
Sanremo subito SHOW nella giornata di ieri, con il colpo di teatro che azzanna l’insostenibile Fazio al collo dopo neanche 5 minuti di diretta, incollando lo spettatore alla tv e facendo volare l’Auditel, 19 anni dopo il finto folle firmato Baudo. Ma Fabio non è Pippo, che in quel caso si arrampicò persino in balconata trasformandosi in eroico salvatore, tanto da trattare il tutto con la giusta dose di freddezza. Peccato che la pessima scaletta montata dallo squadrone autoriale sia andata a puttane dopo neanche 10 minuti, marchiando una prima serata tendenzialmente soporifera, quasi ridicola negli sketch pseudo comici, con Laetitia Casta schifosamente inutile e Raffaella Carrà maestosa 70enne dance, fastidiosamente ‘alta’ nel voler trattare certi temi, il più delle volte malamente, arricchita da un fiume di interruzioni pubblicitarie (grazie al cazzo che sono arrivati 20 milioni di euro dagli spot) e da un Cat Stevens monumentale, e poco aiutata da canzoni che almeno ad un primo ascolto tutto hanno fatto tranne che martellare lo spettatore. Come lo scorso anno totalmente inutile l’idea della DOPPIA traccia, visto che una delle due finisce subito nello scarico del cesso, mentre il fastidio di NON poter ascoltare tutti i big al debutto si fa sempre più pressante. I voti?

Arisa

Agitata. E’ la prima a salire sul palco dell’Ariston e si vede. Non si lascia andare, ha problemi d’audio e cresce alla distanza. Passa la traccia più radiofonica ed orecchiabile, Controvento, e potrebbe stupire con il passare degli ascolti. Resta una delle favorite alla vittoria finale. Voto: 6.5
Frankie Hi Nrg

Un titolo testamento quello di Frankie Hi Nrg. Pedala il ‘nome’ della sua canzone. Ecco per l’appunto, pedala pure Frankie. Ma fuori dal palco di Sanremo. Presenza illogica, sotto tutti i punti di vista. Volevi un rapper? Tanto valeva chiamare Moreno. E non suo nonno. Voto: 4
Antonella Ruggiero

Roberth Smith imita Antonella Ruggiero, potremmo e dovremmo dire visto il look e l’acconciatura della storica ex cantante dei Matia Bazar. Canzoni di gran classe, voce magica che non raggiunge le vette passate e brano estremamente elegante, ma era forse doveroso attendersi qualcosa di più dalla decana del Festival. Promossa Da lontano rispetto a Quando balliamo. Da riascoltare. Voto: 6

Raphael Gualazzi e Bloody Beetroots

La strana coppia. Spider-Man al fianco di Venom, targati Caterina Caselli. Ovvero Raphael Gualazzi feat. Bloody Beetroots, alieno mascherato sul palco dell’Ariston. E la ventata di freschezza si fa dirompente. Gospel e musica elettronica, ritmo e almeno un misero tentativo di provare a fare ‘altro’ rispetto al solito compitino che sembra abbia travolto tutti gli altri partecipanti. Bravi. E poi sotto la maschera, secondo me, Bloody Beetroots je l’ammolla. Voto: 7 –

Cristiano De André

Il ritorno all’Ariston con Ligabue che dopo pochi minuti celebra il padre scomparso. E piovono applausi. Sicuramente il testo migliore ma non solo. Cristiano De André ha già messo le mani sul premio della critica ma è anche da podio finale. “Il cielo è vuoto” è bellissima. Innegabilmente la più bella canzone della prima serata di Sanremo. Voto: 7+

Perturbazione

E qui ci scatta la sorpresa. Eleganti e radiofonici, talentuosi e perfettamente ‘presenti’ sul palco. L’unica dei Perturbazione piace, funziona, ‘arriva’, come direbbe la Maionchi. Voto: 6

Giusy Ferreri

Look alla Lisbet Salander ed entrata in scena scandalosamente dopo la mezzanotte. Colpa di una scaletta da denuncia eppure Giusy Ferreri, sotto antibiotico e influenzata, ha lasciato il segno. Belle entrambi le canzoni anche se a passare il turno è stata Ti porto a cena con me, ovvero La donna Cannone 2.0. Da riascoltare anche questa, ma la Ferreri conferma i rumor della vigilia. Puntando al podio. Voto: 6+

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