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Sanremo Story, -4: il “caso” Giuni Russo al Festival – VIDEO

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Scomparsa a soli 53 anni nel 2004, Giuni Russo approda giovanissima al Festival di Sanremo del 1968.
Appena 16enne, si presenta all’Ariston con il nome Giusy Romeo, suo reale cognome, e il brano No amore, scritto da Vito Pallavicini ed Enrico Intra. La canzone, interpretata insieme a Sacha Distel, non arriva in finale, ma la carriera dell’artista, che ha inciso brani in italiano, siciliano, napoletano, inglese, francese, giapponese, spagnolo, arabo, farsi, greco e latino, lentamente decolla.
L’incontro con Franco Battiato e gli anni ’80 portano Giuni al successo nazionale, travolgente, ma l’Ariston continua ad essere tabù. Partecipa a 4 Festivalbar, ma non a Sanremo.
Nel 1984 prova a partecipare con “Ciao“, da lei scritta, ma la sua candidatura viene cancellata dalla CGD nel momento in cui rientra in gioco Patty Pravo, in cerca di un contratto discografico per il suo ritorno sulle scene che prevedeva proprio la partecipazione a Sanremo. Patty va all’Ariston, Giuny no.
Nel 1989 ci riprova con “Il Carmelo di Echt“, ma il pezzo viene scartato dalla commissione artistica.
Nel 1994 ci riprova ancora con la canzone “La sua figura“, ma anche questa viene scartata.
Nel 1997 ci prova di nuovo con un capolavoro, “Morirò d’amore“, ma incredibilmente la commissione la boccia. Nel 2003, dopo 35 anni di indcente assenza, Giusi viene ammessa con quello stesso brano arrivando settima dopo aver commosso l’Italia con un magnifico live, ricevendo il premio per il miglior arrangiamento di Franco Battiato.
Morirò d’amore è il testamento musicale di un’artista straordinaria, probabilmente frenata dal suo più celebre successo. Quell’Estate al Mare che la ingabbiò in tormentoni da spiaggia, negandole a lungo un palco che avrebbe dovuto calcare in ben più occasioni.

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