Una legge di Civiltà, dopo la Camera di corsa al Senato per approvare il DDL Zan

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Un’approvazione tutt’altro che scontata.
Il passaggio alla Camera della legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo è avvenuto all’interno di un Parlamento inzozzato da un’opposizione bugiarda, becera, diffamante, accecata dall’odio e dall’ideologia.
Ho seguito l’intero dibattito parlamentare per Gay.it (qui tutti i pezzi, le reazioni, gli attacchi, i video) e ho assistito sconcertato a deputati al limite dell’analfabetismo, incapaci persino di indossare una semplice mascherina anti-covid, per giorni e giorni imboccati dai piani superiori nel ripetere lo stesso disco rotto.
Giorgia Meloni si è fatta vedere un paio di volte e in entrambe le occasioni ha ribadito tutta la propria pochezza, la propria visione di mondo, la propria incapacità ad un dialogo costruttivo e reale, il proprio punto di vista smaccatamente omotransfobico nei confronti della comunità LGBT. Checché ne dicano i suoi presunti amici gay.
Vittorio Sgarbi, giorni fa nuovamente portato via a forza e ieri indegnamente riuscito a parlare di pedofilia in relazione al DDL Zan, nominando persino Pier Paolo Pasolini (a 24 ore dal 45esimo anniversario del suo omicidio), ma anche tanti nomi ai più sconosciuti appartenenti a Lega e Fratelli d’Italia, intervenuti nel dibattito con argomentazioni agghiaccianti.
La maggioranza Movimento 5 Stelle/PD/LEU/Italia Viva ha tenuto, anche dinanzi ai voti segreti concessi dai presidenti di seduta, ha sopportato una caterva di boiate, ha reagito sempre in modo composto, non si è fatta prendere dall’ansia e alla fine ha votato. Alessandro Zan, relatore della legge, ha compiuto un mezzo miracolo al termine di un percorso durato mesi, e un altro mezzo miracolo dovrà compiere.
Perché ora bisognerà affacciarsi al Senato, dove i numeri della maggioranza sono più limitati e l’opposizione più battagliera, con Salvini in testa. Il DDL non dovrà cambiare di una virgola, perché in caso contrario dovrebbe poi tornare alla Camera, in una sorta di Monopoli che finirebbe inevitabilmente per sfiancarlo e affondarlo.
Sarà difficile, molto più difficile, ma a inizio 2021 sarà necessario riuscirci.
Perché siamo l’ultimo grande Paese dell’Europa occidentale a non avere una legge contro l’omotransfobia, una legge di pura e semplice civiltà. E se semo pure rotti er cazzo.

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