Chiamami col tuo nome, il video ufficiale di “Mystery of Love” di Sufjan Stevens

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Acclamato dalla stampa internazionale, in odore di trionfo ai Golden Globe e di pioggia di candidature agli Oscar, Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino uscirà il 25 gennaio nei cinema d’Italia.
Ad impreziosire la pellicola, tratta dall’omonimo romanzo di Andre Aciman, le musiche e due canzoni originali di Sufjan Stevens, cantautore americano che ha scritto ben due brani originali.
“Mystery of Love” (che accompagna il viaggio in pullman di Elio e Oliver verso la cascata) e “Visions of Gideon” (per i titoli di coda).
Il video del primo, girato all’interno del Museo Archeologico Nazionale of Naples, è stato rilasciato quest’oggi.
Girato nella campagna lombarda, il film racconta un’estate italiana in cui il giovane Elio, interpretato da Timothée Chalamet, vivrà le sue prime esperienze sentimentali dopo l’incontro con uno studente americano, Oliver (Armie Hammer). Completano il cast Michael Stuhlbarg, Amira Casar e Esther Garrel.

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Comments

  • God 6 Gennaio 2018 at 16:32

    Luca Guadagnino ha fatto un ottimo lavoro con questo film.

    Lo script di Call Me By Your Name è il matrimonio perfetto con la sua regia, e la sua visione del mondo, essendo lui stesso gay.

    La combinazione perfetta è arrivata con la scelta azzeccata degli attori. Diciamolo pure: Chalamet qui è stupefacente. Ci sono diverse scene in cui è incredibilmente sensuale il modo in cui interagisce con Hammer. In particolare la scena del sangue dal naso o quando si scambiano il primo bacio. Non so cosa avesse per la testa o cosa gli avesse detto Guadagnino, ma attraverso tono della voce, espressioni e prossemica è riuscito a veicolare perfettamente il trasporto che una persona ha quando è innamorata di qualcuno. Io non ho mai visto nessuno così convincente sullo schermo (e di flim LGBT per lavoro ne vedo ogni anno una marea!)

    Molti l’hanno paragonato svogliatamente a Moonlight, ma questi due film, entrambi stupendi, sono agli antipodi. Uno è blu, l’altro è giallo; uno è un dramma, l’altro è un idillio romantico.

    Consiglio a tutti di guardarvi le diverse interviste al regista o le conferenze stampa dove viene scardinato il modo in cui questo film ha visto la luce.

    Per via della concorrenza delle major forse non vincerà un Oscar, ma senz’altro verrà nominato, grande vittoria (e grandissima rivincita!) per questo regista troppo snobbato dall’Italia!

  • Panit 6 Gennaio 2018 at 14:27

    L’ho iniziato a guardare giovedì, per poi interromperlo e finirlo ieri. Ero ansioso di continuarlo, ero arrivato alla parte del prato. Ieri ho avuto un crollo.

    Non pensavo che un film potesse toccarmi tanto. Sarà che è arrivato in un momento molto delicato della mia vita, sarà che è un film bellissimo, ma mi sono sciolto in un pianto che… non manifestavo da anni. Mi ha aperto un fiume di emozioni dimenticate. Un pianto tenero e profondo, come se il discorso del padre (emotivamente devastante) fosse per me.

    Sono rimasto con Elio a piangere davanti al fuoco. Penso che rimarrà uno dei miei film preferiti della vita, perchè appunto arrivato in punta di piedi in un periodo di evoluzione di me stesso, entrandoci poi prepotentemente con questa storia dolce, amara, delicata, estremamente sensuale, liberatoria, viva.
    La vita, che deve essere vissuta.

    Call me by your name, and I’ll call you by mine.

  • God 4 Gennaio 2018 at 22:25

    Il film è spettacolare.

    Finalmente Guadagnino ha diretto (e co-scritto) una sceneggiatura che viene fortemente enfatizzata dal suo particolare stile di cineasta.

    Per una volta una storia gay viene narrata sotto una luce romantica, senza antagonismi, drammi, droghe o malattie di mezzo. Gli attori sono tutti bravissimi, in particolare Chalamet per la sorprendente naturalezza con cui interpreta Elio e Michael Stuhlbarg (il padre di Elio) che alla fine recita un monologo spiazzante e toccante, che è la morale del film.

    A tutti coloro che non l’hanno ancora visto consiglio vivamente di guardarlo in lingua originale e/o rigorosamente al cinema. Il doppiaggio in italiano appiattisce la bellezza dei dialoghi, dei dialetti, degli accenti, che sono in tre lingue diverse!

    Le tre canzoni di Sufjan Stevens sono la ciliegina sulla torta di questo film. Sinfonie perfette per musicare una storia che parla della bellezza del primo amore.

    Sensibile, delicato, idilliaco, imbevuto di arte e di storia, politico nel suo modo in cui racconta l’amore, questo film è un grande vanto per l’Italia! Chapeau!