Eurovision 2017, via dall’Ucraina: mancano i soldi, organizzazione nel caos

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Dopodomani i dirigenti dell’European Broadcasting Union, leggi Eurovision, si riuniranno per prendere una decisione definitiva sull’edizione 2017.
Il Paese ospitante, l’Ucraina nel maggio scorso in trionfo con Jamala, è infatti in clamoroso ritardo con l’organizzazione.
Mancano i soldi per gestire un simile evento. Mesi fa il Governo ucraino aveva approvato fondi speciali proprio per l’organizzazione dell’Eurovision, con il direttore generale della Tv di Stato che si è dimesso per protestare contro gli ingenti costi.
Ad oggi non c’è nulla, città ospitante compresa. Alexander Kharebin, capo ad interim della tv nazionale, ha confermato che i boss dell’Eurovision avrebbero minacciato di spostare tutto il baraccone da altre parti.
Si parla di un piano di riserva che coinvolgerebbe Germania, Russia, Svezia o il Regno Unito. Volodymyr Groysman, primo ministro ucraino, si è sfogato su Facebook parlando di ‘affronto’, nel caso in cui l’evento venisse spostato in Russia.
Insomma, è il delirio.
L’Ucraina potrebbe diventare il primo Paese vincitore a non ospitare la gara negli ultimi 37 anni. L’ultima volta nel 1980, quando l’Eurovision si tenne nei Paesi Bassi anche se a vincere, l’anno prima, fu Israele.

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Comments

  • HANDREAS 6 Dicembre 2016 at 17:28

    speriamo che si risolvi la questione, la vittoria dell’Ucraina è stata molto controversa … ti pareva che anche per l’organizzazione non ci fossero problemi… incrocio le dita!

  • HANDREAS 6 Dicembre 2016 at 17:26

    pacchionata e musicalmente scadente? questo è quello che pensi te… ma non è così, gli artisti sono sempre stati molto bravi e le canzoni davvero belle.

  • Mario 6 Dicembre 2016 at 13:21

    Facciamolo in Italia
    Conduttori cattelan e incontrada (o la carra’), in green room la carra’ (o la incontrada)

    Ah giusto la rai nn sborsa un soldo… nun se po allora 😛

  • lorsi 6 Dicembre 2016 at 10:26

    Ora, detto che non capisco perchè si debbano spendere tanti soldi per organizzare una simile pacchianata ridicola e musicalmente scadente, io porrei una domanda: ma perchè i costi non li pagano in parti uguali tutti i paesi partecipanti?