Omer Nahmany, la lettera del soldato gay israeliano che si sente tradito dal proprio paese

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Omer Nahmany è un 25enne sottotenente dell’esercito israeliano, gay, che ha pubblicato un lungo sfogo facebook sul proprio profilo dopo che il parlamento non è riuscito a far passare una serie di leggi sui diritti glbrq.
Omer si è detto deluso dal comportamento dei politici israeliani, dopo essersi più volte chiesto se esistono contraddizioni tra l’essere gay e al tempo stesso un ufficiale di combattimento.

La mia risposta è sempre stata che no, non c’è nessuna contraddizione. La bellezza dei militari è che siamo tutti uguali, indossiamo la stessa divisa, mangiamo lo stesso cibo, siamo nel campo di battaglia insieme, ci alleniamo insieme, e se necessario andiamo in guerra insieme. Non ci sono differenze tra un soldato gay e uno etero. I miei compagni possono contare sul fatto che mai li abbandonerò sul campo, e io su di loro. Ma questa settimana sono stato io  ad essere abbandonato sul campo, e non dai miei compagni o dai miei superiori, ma dal governo israeliano. Lo stesso governo che mi chiede di andare a combattere, e magari perdere la vita, si è rifiutato di approvare una legge che equipari lo stato di lutto di una famiglia gay a quella di una famiglia etero. Se un soldato gay dovesse morire in combattimento, oggi, il partner o eventuali figli non verrebbero ufficialmente riconosciuti come famiglia in lutto, nel senso che verrebbero negati loro benefici e diritti che una famiglia ‘etero’ riceverebbe. Questa situazione, in cui lo stato di Israele mi chiede di rischiare la vita in battaglia ma si rifiuta di prendere una posizione politica sui banchi del Parlamento, è intollerabile e contraddice ogni valore che mi è stato insegnato durante il servizio militare. Dovrei andare in battaglia sapendo che sono un cittadino di serie B, solo perché sono gay, che sono abbastanza bravo per morire per questo paese ma non abbastanza per essere un cittadino con uguali diritti. Oggi sto chiedendo al mio Paese di combattere per me‘.

Una lettera piena di incredulità e rabbia, quella pubblicata da Omer, che ha fatto presto il giro del mondo.
La scorsa settimana la coalizione di Governo del primo ministro Benjamin Netanyahu ha respinto una una serie di richieste legate ai diritti glbtq, vedi le unioni civili e il divieto delle terapie riparative per i minori.

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Comments

  • Daniii 12 Marzo 2016 at 11:55

    MA CHE CAZZO C’ENTRA. Che ne sai se ci pensa. Allora che facciamo, aspettiamo di risolvere il problema della fame nel mondo prima di fare qualsiasi altra cosa? Ma vai a cagare, col cuore guarda…

  • Mark 4 Marzo 2016 at 11:59

    Assolutamente d’accordo. Poi qualcuno dovrebbe imparare la differenza tra antisionista e antisemita. Israele a Gaza ha creato un campo di concentramento per palestinesi. Paese nazionalista e fanatico molto pericoloso per l’equilibrio in medio oriente.

  • q/r 3 Marzo 2016 at 17:54

    pensasse anche a tutti i cittadini di serie Z (palestinesi o arabo-israeliani) che il suo governo tutti i giorni gli dice di umiliare, discriminare, sfollare, incarcerare o uccidere solo perché non israeliani

  • Tiziano Faraldi 3 Marzo 2016 at 17:46

    ma vai a cagare, antisemita

  • baldwin 3 Marzo 2016 at 17:36

    A Tel Aviv – città molto gay friendly – ho incontrato alcuni dei maschi più belli mai visti, una cosa allucinante! Lì la maggior parte dei gay vive apertamente la propria omosessualità, in una società generalmente laica e tollerante. E anche nell’esercito non si fanno discriminazioni basate sulla sessualità. Però anche loro hanno molta strada da fare sul terreno dei diritti e il governo di destra che hanno non penso se ne occuperà.

  • Lolli 3 Marzo 2016 at 16:01

    È arrivato l’esperto di politica internazionale

  • antipapa 3 Marzo 2016 at 10:52

    L’orrendo governo di Israele, un governo fanatico ed estremista, un pericolo per i propri cittadini e per il mondo.

  • MaRioLiNo 3 Marzo 2016 at 9:56

    Mamma che gnocco! <3