#UnioniCivili, il sondaggio di GAY.it – vittoria storica, accettabile o brutta pagina?

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24 ore dopo la giornata di fatto storica che ha visto i diritti dei gay per la prima volta ‘passare indenni’ una delle ali del nostro Parlamento, è doveroso porsi una domanda.
Semplice. Secca. Inevitabile, made in GAY.it.
Il DDL Cirinnà ieri approvato al Senato grazie a PD, NCD e verdiniani, va considerato come una vittoria storica, una vittoria accettabile o una brutta pagina nella storia dei diritti civili?
Dopo aver letto il testo e appurato che il Pd ha presentato un DDL ad hoc per ‘cancellare’ l’anacronistico ma simbolico obbligo di fedeltà dai MATRIMONI e che a breve arriverà un DDL ad hoc sulle adozioni (stepchild compresa), il sottoscritto prende posizione e lo dice chiaramente: siamo a metà tra il momento storico e il migliorabile compromesso che possa condurci ad una vera uguaglianza.
Sbraitare ‘meglio nessuna legge di questa legge’ è insensato, potendo ora, a mente fredda, riavvolgere il nastro dei fatti avvenuti nelle ultime due settimane. E allora bisogna chiedersi COME riempire Piazza del Popolo il prossimo 5 marzo. Per far cosa, per chiedere cosa, per rivendicare cosa.
Una piazza strabordante RABBIA che grida alla VERGOGNA sarebbe onestamente un clamoroso autogoal. Riempiamo Roma, questo sì, ma per proporre e chiedere a gran voce quei diritti che ancora mancano, perché rimasti fuori dal DDL Cirinnà. Di suo, comunque la si voglia vedere, ORA esistente dopo 30 anni d’attesa.

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Comments

  • Andrea Spiga 28 Febbraio 2016 at 11:45

    “Una piazza strabordante RABBIA che grida alla VERGOGNA sarebbe onestamente un clamoroso autogoal.”
    Ma perchè la gente dovrebbe diventare rappresentativa dei politici? La rabbia è legittima.
    Basta, essere accondiscendenti nei confronti delle angherie di gente che non rappresenta nessuno se non se stessa. E’ la politica, che dovrebbe rappresentare la gente. E se i politici che hanno approvato questa legge fossero in grado di rappresentarci, nessuno sarebbe arrabbiato per una legge che rimarca che NOI non siamo umani come tutti gli altri. E sai benissimo, Federico, che è proprio questa sottile e invisibile discriminazione, che causa feriti, morti ammazzati e suicidi.
    Ci hanno inculati in aula sul breve periodo con l’approvazione di questa legge. E ci hanno inculati sul lungo periodo non rendendo chiaro a tutti i cittadini di questo paese che non esiste alcun motivo per attaccarci fisicamente, verbalmente o in altre maniere.
    Solo con il riconoscimento del nostro essere umani come gli altri, smetteremo di essere una minoranza e cominceremo ad essere considerati cittadini rispettabili e rispettati dagli altri cittadini, perchè in primo luogo sarebbe lo stato a farlo.

  • Tetsuoroma 27 Febbraio 2016 at 11:16

    Che dire, se siete soddisfatti che un ministro di questo governo abbia consentito l’approvazione di questa legge (monca e discriminatoria) al minimo ribasso onde arginare comportamenti “contro natura” ed un altro richiedere a gran voce l’approvazione di una legislazione contro la maternità surrogata con condanne penali per chi la adotta, meritate di vivere in questo paese ed essere orgogliosamente rappresentati dalla sua classe politica. Autore del blog incluso.

  • Leore 27 Febbraio 2016 at 0:55

    ma che dici? 2016 – 1993= 23 anni VENTITRE’!!!! CAZZO, 23! E dobbiamo pure dirci contenti? Siamo italiani fino al midollo…

  • Marcel P. 26 Febbraio 2016 at 19:38

    Credo che alcuni abbiano perso il senso della misura, probabilmente perché una buona legge era a portata di mano e ci è sfuggita. Ma basta andare su Wikipedia e leggersi la storia delle unioni gay negli altri paesi europei e si scopre che dappertutto ci sono state varie tappe. Ad esempio l’Olanda, da sempre uno dei paesi più avanzati, ha iniziato con una prima legge nel 1993 e prima di arrivare al matrimonio ugualitario nel 2001 è passata per altre due leggi. Quindi dobbiamo essere contenti del risultato ottenuto e continuare la battaglia.

  • Cinephile 26 Febbraio 2016 at 18:32

    Sono sincero: temo molto la piazza del 5 marzo. E sono quasi certo che non mi rispecchierà. Vorrei essere anche io “duro e puro” come certi gay furibondi e rabbiosi. O forse no, non lo vorrei. In fondo si vive meglio guardando il bicchiere mezzo pieno. E francamente è ancora più facile guardarlo mezzo pieno per chi, come me, ha raggiunto i 44 anni e quindi ha potuto conoscere la “vera omofobia” italica, quella anche solo di due-tre decenni fa, quando magari già i tuoi amici danesi o svedesi potevano, loro sì, unirsi civilmente e adottare e tu ti rendevi conto di vivere nel Medioevo, in un Paese in cui bastava accendere la tv per ascoltare becere battute antigay in ogni programma tv. L’età non fa diventare più saggi ma aiuta ad accettare i compromessi, cosa molto sana soprattutto in un contesto come quello italiano che da sempre vive di compromessi, e non solo su questo tema.Legittimo volere il “tutto e subito”, considerato il forte ritardo in cui siamo, ma anche, ahimè, poco realistico. E un cambiamento del genere in un Paese come il nostro che viene da QUEL Medioevo che appunto ricordo bene, io personalmente l’ho accolto con sollievo, e come il primo forte segnale che da QUEL Medioevo stiamo finalmente uscendo.

  • Max G. Cavallin 26 Febbraio 2016 at 18:24

    Riempiamo la piazza per dire: grazie questo è solo un inzio, ora vogliamo anche il resto! Per supportare le famiglie rainbow e i loro bambini perchè presto siano riconosciuti pari diritti e dignità. Per chiedere una legge contro l’omofobia e trans fobia…che ne dici di questi motivi Apo?

  • rocco 26 Febbraio 2016 at 18:15

    io a quelli che preferiscono “nessuna legge” li vorrei marchiare come le vacche nel west e prenderli a fucilate non appena si avvicinano ad un municipio

  • Shkval 26 Febbraio 2016 at 17:44

    Se qualcuno mi sputa in faccia non ringrazio Dio perché finalmente è arrivata un po’ di pioggia. Allo stesso modo non vedo perché festeggiare questo DDL che è la legislazione più morbida e candeggiata esistente nel diritto civile odierno. A far qualcosa più di niente non ci vuole mica un genio infatti le menti parlamentari dopo lunghi travagli sono ricorse ad Alfano. Se poi qualcun altro è felice di questo tripudio giuridico che è effettivamente un ghetto legalizzato che festeggi pure ma non esiste motivo alcuno per cui io debba unirmi.

  • Leore 26 Febbraio 2016 at 16:24

    fa cagare…

  • LatinaGaia 26 Febbraio 2016 at 15:07

    Una piazza strabordante RABBIA che grida alla VERGOGNA sarebbe onestamente un clamoroso autogoal….
    .. ma che ti hanno detto dalla segreteria di abbassare i toni..??

  • Peo! 26 Febbraio 2016 at 14:55

    Finalmente un discorso fatto con raziocinio e senza quell’odio e quella rabbia che ci contraddistingue dai cattofascisti. E’ andata, ora esistiamo per lo Stato italiano, abbiamo dei diritti e ne avremo ancora di più. La nostra sarà sempre una battaglia senza fine, anche quando ci verrà riconosciuta la piena uguaglianza, dovremo sempre lottare contro l’opinione di chi non ci accetta e mai lo farà… Ma almeno facciamolo a testa alta e con amore.

  • lorsi 26 Febbraio 2016 at 14:52

    Secondo me dovrà essere una piazza che abbia come slogan principale: “NON E’ FINITA QUI”.
    Però deve essere una piazza festosa perchè un po’ di festa ci vòle. Ce la meritiamo. Basta masticare amaro, non è proprio il caso.