#UnioniCivili, il Consiglio d’Europa plaude l’Italia ma rilancia: ci vogliono le adozioni per i gay

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“Il testo approvato dal Senato è in linea con quanto domandato dalla Corte europea dei diritti umani”. “Primo passo, in attesa del voto alla Camera, perché l’Italia riconosca le unioni civili per le coppie dello stesso sesso ma, il prossimo passo sarà una legge che permetterà l’adozione, così da eliminare la restante discriminazione e allineare pienamente le leggi italiane con la giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani”.

Pensieri e parole del segretario generale del Consiglio d’Europa Thorbjørn Jagland.
Che la politica italiana tutta, da Renzi ai 5 stelle passando per Alfano e Verdini, ne prenda atto e si dia una mossa.

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Comments

  • Shkval 27 Febbraio 2016 at 13:55

    Condivido in pieno quanto espresso da Rodotà. Peccato che molto probabilmente sarà l’unica voce fuori dal coro.

  • Leore 27 Febbraio 2016 at 10:41

    Stefano Rodotà:

    “Per celebrare il risultato ora dicono che è solo l’inizio. Ovvio: meglio che ci sia una regolamentazione, ma non dimentichiamo i suoi enormi limiti. Purtroppo gli interventi sono stati tutti finalizzati a segnare il massimo di distanza possibile tra le unioni civili e il matrimonio. In assoluta controtendenza con la Carta europea dei diritti fondamentali che ha modificato la Convenzione europea cancellando la diversità di sesso per tutte le forme di organizzazione familiare. L’ultimo esempio è l’esclusione della fedeltà, una forzatura che si risolve in un’ulteriore discriminazione per le coppie dello stesso sesso“.

    Cioè in pratica hanno legalizzato la discriminazione… e voi che gioite…

  • popovici 27 Febbraio 2016 at 6:10

    Aggravante dell’omofobia in caso si delitti contro la persona: tra 5 anni
    Adozioni gay: 10 anni (se ne inizierà a discutere).

    Bisognerebbe battere il ferro finché è caldo ma, dopo vaghe promesse su moto d’impeto, sarà preferibile ferrare la battona finché non raffredda.

  • Shkval 26 Febbraio 2016 at 23:18

    Se loro stringono i tempi sulla prossima condanna magari ce la facciamo prima dei prossimi trent’anni.