Oscar 2016, Anohni (Antony Hegarty) boicotta l’Academy – discriminata anche perché trans

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Onestamente vergognoso.
Dopo la folle polemica sulla mancata presenza di attori neri candidati, scoppia infatti anche il ‘caso Anohni’, un tempo Antony Hegarty di Antony and the Johnsons, in casa Academy Awards.
A 48 ore dalla notte delle notti, la prima storica cantante transgender candidata agli Oscar grazie al brano Manta Ray realizzato per il documentario Racing Extinction, Anohni per l’appunto, ha deciso di non partecipare per l’umiliante e incomprensibile decisione della stessa Academy di NON farla esibire.

“Voglio essere chiara: non è successo esplicitamente perché sono transgender”. “Non mi hanno invitata perché sono relativamente sconosciuta negli Usa, canto una canzone sulla distruzione dell’ambiente, e non faccio vendere tanti spazi pubblicitari. Non decido io chi si esibisce agli Oscar, e so di non avere il diritto di essere invitata. Ma la verità profonda è impossibile da ignorare: come persona trans subisco un intero sistema di oppressione sociale che nel corso degli anni ha cercato di danneggiarmi. Da artista transgender ho sempre occupato un posto al di fuori del mainstream”. “È un prezzo che ho pagato con piacere per aver detto la mia verità nonostante il disprezzo e l’idiozia. Ho tenuto concerti nei teatri più belli del mondo, dalla Opera House di Londra ai capanni di anziane nel deserto australiano. Ho collaborato con musicisti e artisti che rispetto profondamente. Vivo e pago le tasse a New York, ma quei soldi sono stati spesi dal governo americano per Guantanamo Bay, droni e bombe, sorveglianza, pena di morte, prigioni per informatori, sussidi aziendali e salvataggi di banche”. “Negli Usa contano solo i soldi: chi ce li ha e chi no”. “È per questo che ho deciso di non partecipare agli Oscar. Non voglio essere incantata con qualche ballata rassicurante e un po’ di tette e culi vecchio stile. Vogliono provare a convincerci che hanno a cuore i nostri interessi sventolando bandiere per l’indentità politica e false questioni morali. Ma non dimenticate che queste celebrità sono i trofei di multinazionali miliardarie la cui unica intenzione è manipolarvi per avere il vostro consenso e i vostri ultimi soldi”.

Sul palco, come risaputo, canternano Lady Gaga, Sam Smith e The Weeknd, in corsa per l’Oscar proprio come Anohni, sacrificata sull’altare della popolarità insieme al soprano Sumi Jo, nominata per il brano portante di Youth – La giovinezza e a sua volta fatta fuori dal LIVE. Peccato che proprio le loro voci, e i loro due brani, siano probabilmente i migliori del ricco lotto.

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