#UnioniCivili, rimangono due strade: vietnam parlamentare o voto di fiducia – che fare?

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Morto il canguro, ucciso dai 5 Stelle la scorsa settimana e oggi sotterrato dal presidente del Senato Grasso che l’ha definito ‘inammissibile’, la partita del DDL Cirinnà è arrivata alla sua manche finale.
Si gioca a carte scoperte, oramai.
Alle 10 del mattino i 5 Stelle hanno indetto una conferenza stampa streaming per ribadire il loro punto di vista sulle unioni civili, che definire ambiguo è dir poco. Hanno negato di aver mai assicurato al Pd l’appoggio al canguro, per poi venire smentiti da una giornalista del GR che li ha smerdati confermando quanto scritto nei giorni scorsi (il voltafaccia sarebbe arrivato a mezz’ora dal voto), sottolineando l’importanza di un RITORNO al Senato della legge. Perché i 5 Stelle vogliono discuterla. Questo è il punto. Discuterne dopo 2 anni passati in commissione a parlarne, giorno dopo giorno, limatura dopo limatura. Discutere 600 emendamenti che sono carta da culo (basterebbe leggerli, sono on line). Discuterne con l’incubo del Vietnam parlamentare causa voti segreti che Grasso concederà. Discuterne con la certezza (è statistica, visti i numeri della non maggioranza) che il DDL finale verrà stravolto, per poi passare alla Camera, andare incontro ad altri inevitabili mutamenti e tornare al Senato. Ovvero al punto di partenza. Passerebbero mesi, per non dire anni, con il rischio di arrivare a fine legislatura SENZA una legge sui diritti civili. Di nuovo. Di Maio ha confermato di NON fidarsi di Matteo Renzi, così come il Pd non si fida dei 5 Stelle. E allora cosa potrebbe mai uscirne fuori, da questa reciproca sfiducia se non un suicidio assistito della Cirinnà?
Ai grillini, come dimostrato oggi, interessa più che altro la CADUTA del Partito Democratico (tant’è che voteranno NO al DDL se ci sarà la fiducia). Verità giustificabilissima, essendo loro opposizione, se non fosse che nel farlo continuino a giocare con i nostri diritti, tra inciuci, sgambetti e menzogne da vecchia, preistorica politica. E allora cosa fare, a questo punto, senza canguro e con un Senato minato da oltre 500 emendamenti e da chissà quanti voti segreti?
E’ dura da dover digerire e fa incazzare, ma non c’è altra strada al maxiemendamento con fiducia (e senza stepchild adoption), se non quella di trovare la forza per dire NO ad una legge compromesso del compromesso del compromesso, passando così la palla al prossimo Governo. Di nuovo. Ma chi se l’assume questa responsabilità?

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