Tanti Auguri Christina Aguilera

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Il 18 dicembre di 35 anni fa, a Pittsburgh, nasceva colei che in 35 anni si è prima proposta al mondo come la nuova stella cometa, per poi sbagliare strada e finire sulla costellazione del carro, e ritrovarsi affanculo, Christina Aguilera.
Figlia di una pianista/violinista e di un militare ecuadoregno, la Aguilera viene per anni gonfiata dal padre con i violini e i pianoforti a coda della madre che, trovata un centinaio di volte la povera figlia esanime, giustamente abbandona il nido e si trasferisce a casa della nonna. Qui l’amata nonnina scopre un talento INNATO nella cara nipotina. Come toglie i calli lei, nessun’altra. Ma il futuro della Aguilera non è da callista, per la delusione della nonnina che non si riprenderà mai più dallo choc. Nel 1993, a soli 12 anni, CriCri partecipa al Mickey Mouse Club. Qui, sullo stesso palco, Christina trova insieme Britney Spears e Justin Timberlake, con la prima già inginocchiata e la povera Aguilera costretta a guardare, dall’esterno, da poraccia. Una condizione che la perseguiterà a vita.

La terza incomoda, la chiameranno. E terza incomoda sarà per sempre.

Nel 1998, dopo aver prestato la voce al cartone animato Disney più sfigato degli ultimi 180 anni, Mulan, CriCri partorisce il suo primo fottutissimo album, l’omonimo Christina Aguilera. Il boom è immediato, quel troione ammiccante dalla voce potente conquista la critica, facendo vincere alla Aguilera il suo primo Grammy come Best new artist. Nel 2000 arriva lo spagnoleggiante Mi Reflejo, mai uscito in Italia, mentre con la sensuale Lady Marmalade, trascinante colonna sonora di Moulin Rouge, vince un secondo Grammy, ma è il 2002 l’anno della consacrazione. Con Stripped Christina sforna singoli dance come Dirty e Fighter, oltre alla struggente ballata Beautiful. 13 milioni di copie vendute la trasformano in una CHE SE LA SENTE CALDA, fino alla data CLOU di un’intera carriera.
E l’agosto del 2003 quando la Aguilera, in versione MORA DAI CAPELLI ZOZZI E UNTI con la pelle ustionata dalle lampade, sale sul palco dei VMA. Non è sola, al suo fianco ci sono Madonna e Britney Spears.
Le tre Marie.
Le tre trucide.
Le tre regine del pop.
Gli aggettivi si sprecano, ma di quelle tre una passerà INOSSERVATA, verrà dimenticata, verrà CANCELLATA dalla memoria collettiva.
Ed una di quelle tre è proprio lei, Christina Aguilera.
Anche lei mise 6 metri di lingua in bocca a Madonna, anche lei smignotteggiò, anche lei sculettò, anche lei cantò, anche lei ammiccò, ma nessuno se lo ricorda.
Tutti, e dico tutti, rimembrano solo la pomiciata lesbo tra Britney e Mrs. Ciccone.
E’ crisi.
Christina Aguilera entra in crisi d’identità.
La presunta NUOVA popstar che doveva annientare tutte e tutti perché dotata di VOCE e pseudo talento si rende conto che in realtà NESSUNO SE LA CAGA.
Tanta fatica per nulla.
Dopo ben TRE anni di analisi per uscire dal tunnel, e una vergognosa colonna sonora per quell’oscenità vista da nessuno di Dirty Dancing 2, nel 2006 arriva in Italia al Festival di Sanremo. Qui, sul palco dell’Ariston, la Aguilera duetta con Andrea Bocelli ma neanche lui la vede, neanche lui si accorge della sua presenza, e succede il patatrac. Tutti provano a spiegarle che è NORMALE, Andrea non ti ha visto perché è cieco, ma lei in lacrime replica di non voler più sentire menzogne su Bocelli, perché NON è stupida. Gli organizzatori, a quel punto, alzano le braccia e si arrendono commentando laconicamente “portatela via”.
Passano pochi mesi e per uscire dalla crisi Christina torna nei negozi di dischi con il mastodontico e atteso Back to Basics. 12 cd, 173 foto e 876 canzoni. Fanno cagare QUASI tutte. L’album si ispira agli anni 20, ’30 e ’40, unendo sonorità Jazz, Blues e Soul. Escono 5 singoli, complessivamente vende 5 milioni di copie, Candyman viene scelto come motivetto odioso per lanciare il campionato di Serie A 2007-2008, Bob Sinclair le bestemmia contro per avergli tolto lo scettro di becero e martellante tormentone calciofilo, ma Christina vince un altro Grammy per la Miglior performance vocal pop femminile. E STIGRANCAZZI, rimarrà il giudizio complessivo impresso sui libri di storia, perché qualsiasi cosa VINCA, il giorno dopo TUTTI se ne dimenticano, sempre.
Passati altri due anni nel totale anonimato nel 2008 sforna la sua prima inutile raccolta, Keeps Gettin’ Better – A Decade of Hits. E’ un insuccesso. 1 milione e mezzo di copie, spiccioli. Ce manca poco che Giorgia ne venda di più con il suo di Greatest. Tornando indietro nel tempo, nel 2005 per la precisione, sposa Jordan Bratman. Visto l’evento CriCri festeggia per 4 giorni e 4 notti con gli amici, che alla fine del quarto giorno le chiedono basiti: ma dov’eri finita? Lei era sempre stata lì. Sempre. 
Passano due anni e i piccioncini sfornano Max Liron Bratman, futuro suicida per via del nome atroce scelto da quegli stronzi dei genitori, fino all’atteso 2010, l’anno del ritorno, dell’album RIVOLUZIONARIO, della Aguilera che SPACCA TUTTO E TUTTI, del cd MITOLOGICO. L’album EVENTO, l’album che il mondo aspettava. Maddechè. Ma quando. Ma chi. Je piacerebbe.
Bionic fa un buco nell’acqua talmente profondo che la Aguilera quando riempe la vasca se ritrova ar piano de sotto sopra er tavolo der sushi der ristorante giapponese di Imao e Zumi. Vende 122 copie e mezzo, 119 le ha comprate lei, è il flop dei flop. 
Per provare a smuovere le acque e fare un pelo de notizia CriCri in una settimana si dichiara lesbica, bisessuale, eterosessuale, uno gnu, na laziale, la figlia segreta di Rosy Bindi e un’africana sbiancata con 21 cm de uccello, ma nessuno se la incula. Christina chi?, si chiedono tutti. Per provare a risalire la china prova a copiare il look di una mezza sconosciuta che si fa chiamare Lady Gaga. Per sua sfortuna la mezza sconosciuta diventa l’autentica sorpresa del decennio, e lei, sfigatissima, viene smerdata. Bionic, ribattezzato in rete Flopponic, viene così dimenticato in fretta e furia dalla stessa cantante che decide di non promuoverlo, per dedicarsi anima, corpo e zinne al lancio di Burlesque, film che la vede esordire al cinema.  
E’ suo il ruolo da protagonista, è sua la colonna sonora, è sua la faccia urlatrice che troneggia in locandina, è suo er culone a 90° visto da dietro quando si inchina per piazzare le sue belle impronte sulla Hollywood Walk of Fame, a lei concesse dopo 15 anni de attesa, è sua la nomination ai Golden Globe 2011 per una delle canzoni del film, è sua la carriera d’attrice LANCIATA in pompa magna nel caso in cui quella musicale crolli definitivamente, è suo il viso rubato a Cindy Lauper, in cambio de 3 paia de calze e due buoni da Mac, è sua la presenza spropositata in tv, è sua la poltrona roteante con cuscini rinforzati di The Voice, è suo il secondo flop consecutivo con LOTUS, che riesce a vendere meno del greatest hits di Susan Boyle, è sua la circonferenza che impalla sole e luna generando eclissi ogni qualvolta si presenta su un red carpet, è sua la nuova gravidanza, e’ sua la ritrovata forma fisica  ed è suo, nel caso in cui non lo aveste ancora capito, il  compleanno di oggi, che segna 35, trentacinque anni tra alti e bassi, con 50 milioni di dischi venduti, 51 milioni di singoli e una carriera DECOLLATA anni fa ma ritrovatasi immediatamente in una FITTA NEBBIA in cui nessuno ti vede e ti ascolta, o più semplicemente ti caga. Anche se come canta ed urla lei poche altre, grazie ad un talento fino ad oggi talmente ballerino e mal sfruttato da far girare le palle.
Detto ciò… se non ci fosse, bisognerebbe inventarla.

Tanti Auguri Christina Aguilera.  

 

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