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Unioni Civili, il nodo stepchild adoption – l’appello di Claudio Rossi Marcelli, giornalista di Internazionale

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Oggi, mercoledì 14 ottobre, il DDL Cirinnà sbarcherà in Senato. Ma per rimanerci poche ore. Non verrà neanche discusso, ma solo incardinato. Questo perché dovrà subito lasciare spa­zio al dibat­tito sulla legge Boc­ca­du­tri sul finan­zia­mento pub­blico ai par­titi, mentre martedì prenderà vita l’esame della legge di sta­bi­lità. Ergo, fino al 2016 dei diritti glbtq NON si parlerà. Questa calendarizzazione è una mossa puramente mediatica, pura fuffa in soldoni, con il nodo stepchild adoption che ha di fatto diviso la già ridicola maggioranza Pd-NCD. Perché Alfano e i suoi sono pronti alle barricate, mentre Matteo Renzi, bontà sua, ha addirittura spalancato le porte alla libertà di coscienza. Un’uscita surreale che a conti fatto renderà INIMMAGINABILE l’approvazione del testo. Sono pronto ad accettare ogni tipo di scommessa. Ed è per questo motivo che Claudio Rossi Marcelli, giornalista di Internazionale, si è appellato al Premier affinché NULLA cambi del già svuotato DDL. Perché sulla pelle dei bambini non possono esistere compromessi…

Caro presidente Renzi,
mi chiamo Claudio Rossi Marcelli e sono un giornalista italiano. Vivo con mio marito e i nostri tre figli – tutti di nazionalità italiana – in Danimarca e il motivo principale di questa scelta è che qui ci trattano come la famiglia che siamo. Mentre in Italia, no.
Le istituzioni del nostro paese ci trattano come merce da dibattito televisivo, moneta di scambio tra partiti, materiale per strumentalizzazioni politiche e religiose. Ma noi siamo molto più di questo: siamo una famiglia piena d’amore, come molte altre.
E sull’amore dei genitori per i figli, non si lascia libertà di coscienza. E non lo si mette ai voti: lo si protegge e lo si tutela, con misure politiche adeguate. La legge sulle unioni civili del suo governo è al limite della decenza per noi coppie e famiglie omogenitoriali, ma eravamo pronti ad accettare la dimostrazione di buona volontà a patto che non fosse stata toccata la stepchild adoption: la possibilità di adottare il figlio del proprio partner in assenza di altri genitori.
Si tratta, e lei lo sa bene, di una norma che tutela i bambini che ci sono già. È una norma che ribadisce il principio per il quale nessun bambino può essere discriminato per il modo in cui è venuto al mondo e per l’orientamento sessuale dei suoi genitori. Non cambia proprio nulla su chi può fare figli e chi no, perché i divieti vigenti in Italia rimangono esattamente come prima.
Ma non cambia neanche il fatto che una coppia di donne italiane può andare in paesi europei come la Spagna o la Danimarca per avere figli. E, a meno che non mandiamo l’esercito nelle cliniche di questi paesi per sbarrare le porte a queste coppie, dobbiamo guardare in faccia la realtà e accettare che questi bambini esistono, diventeranno sempre di più, e l’Italia ha il dovere di garantirgli uguale dignità e tutela giuridica. Perché non si può essere europeisti solo quando fa comodo.
La invito quindi a non cedere alle strumentalizzazioni o alle posizioni ideologiche e sostenere la stepchild adoption in nome di tutti quei bambini che hanno bisogno che i loro genitori lo siano anche di fronte alla legge.
Perché la mia famiglia, presidente, non è un’opinione. È una realtà.
Buon lavoro,
Claudio Rossi Marcelli

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