#Sanremo2015 – i 5 Festival della mia vita: ultima parte

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Il più recente di tutti. A 24 ore dal via del Festival di Sanremo 2015 chiudo la mia Top5 dei Festival più ‘impressi’ nella mia mente con un’edizione ‘fresca’. Quella del 2001.


– Cinquantunesimo festival della canzone italiana.
Il Festival delle polemiche e degli ascolti bassi, con 3 serate su 5 poco sopra i 10 milioni e le altre 2 neanche arrivate a quota 13.
Il 2° Festival di sempre con una donna in conduzione, Raffaella Carrà dopo Loretta Goggi, affiancato da improbabili compagni d’avventure: Megan Gale, Massimo Ceccherini ed Enrico Papi, padre di casa del Dopo-Festival.
Una roba senza senso.

Un’edizione ricordata dai dirigenti Rai con paura e terrore, eppure proprio quell’anno, era il 2001, il Festival ci regalò l’ultimo vero scontro BIG di Sanremo.
Giorgia contro Elisa.
Di sole e d’azzurro contro Luce.
Le ultime due canzoni partorite dall’Ariston poi diventate un CLASSICO.
Dopo di loro il nulla, inutile girarci attorno. Ebbene quell’edizione mi è rimasta particolarmente impressa proprio a causa di quella ‘sfida’.
Perché il sottoscritto aveva perso la testa per Di sole e d’azzurro. Al primo ascolto.
Premessa: Luce è meravigliosa, forse la canzone meno sanremese ad aver vinto Sanremo nella sua lunga Storia, eppure quella vittoria non mi è mai andata giù.

Ancora oggi, dovendo scegliere, per me a vincere quel tanto (esageratamente) criticato Festival fu Giorgia e non Elisa. Roba da litigacce se me contraddici.
Ecco perché Luce non è rientrata nella mia Top10 dal 1982 ad oggi, mentre ha trovato il suo doveroso spazio Di sole e d’azzurro.

Quell’anno, come mai mi era capitato prima, divenni fan ‘bimbominkia’, di quelli squilibrati. Volevo che fosse Di sole e d’azzurro a vincere e non riuscivo a mandar giù l’ardua verità. Ovvero il trionfo di Luce, da me ‘odiata’ a lungo, per poi fare pace con il cervello, ascoltarla senza paraorecchie e innamorarmene. Ma in cuor mio, in quell’angolino malato da scemo de guerra che non riesce ad andare oltre il preconcetto, Di sole e d’azzurro è sempre lì, sul trono del 2001.
D’altronde basta credece.

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