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Zapatero, da Primo Ministro a direttore del coro gay di Madrid – video

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Quando si dice fare carriera.
Grande José Luis Rodríguez Zapatero, crollato negli anni della crisi e andato incontro ad incredibili scivoloni economici eppure ‘storico’ nel suo primo mandato da Primo Ministro spagnolo, con ritiro dell’esercito spagnolo dall’Iraq, le trattative con l’ETA, il rilancio dell’economia, la legalizzazione dei matrimoni tra omosessuali, la regolarizzazione per gli immigrati clandestini, l’alleggerimento delle pratiche di modifica delle generalità per i transgender, la legalizzazione della sperimentazione medica della cannabis, la riduzione di restrizioni sulla clonazione terapeutica e sull’uso di cellule staminali di origine embrionale ai fini di ricerca scientifica, l’eliminazione dell’obbligo per gli studenti di ricevere l’insegnamento della religione cattolica a scuola, la riforma sull’aborto che consisteva nella libertà di poter interrompere la gravidanza senza alcun parere medico entro la quattordicesima settimana di gravidanza e perché no, persino il riconoscimento di diritti civili per le scimmie antropomorfe. E molto altro ancora, in appena 4 anni. Poi ci fu la rielezione, lo sbandamento e l’addio alla politica nel 2012. All’età di 52 anni. E in Italia abbiamo un 78enne pluri-indagato e condannato che farebbe carte false per ricandidarsi.

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