Andrea Ragazzi e l’appello a Matteo Renzi sui diritti gay all’Assemblea PD – il VIDEO

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Caro Matteo,
Mi rivolgo qui a te, non senza difficoltà, perché ci sono alcune questioni che penso non possano più aspettare e perché ritengo che il tempo dei meri annunci debba finire.
Alla prima Assemblea Nazionale hai detto che entro la fine del 2013 nel patto dell’allora Governo avresti fatto introdurre le civil partnership. Più di recente, sia in questa Assemblea che in molte altre occasioni, hai annunciato iniziative simili che non hanno trovato alcun riscontro concreto.
Al dibattito televisivo fra candidati per le Primarie, è stato per me umiliante sentirti definire “timido” nei confronti del mondo dei diritti civili. Come lo é stato sentirti dire, in occasione della richiesta della prima fiducia al Senato, che bisogna trovare un compromesso sul tema anche qualora questo non soddisfi del tutto.
Ho 23 anni e sono uno studente universitario. Penso ai tanti miei coetanei – e non solo – che come me hanno sofferto prima di arrivare a comprendersi e ad accettarsi e a coloro che stanno vivendo ora questa fase. Quando abbiamo imparato a volerci bene e a fregarcene di cosa pensano gli altri, dobbiamo pretendere che ci venga riconosciuta la stessa dignità di ogni eterosessuale nel nostro Paese.
Una legge veramente efficace contro l’omofobia e l’istituzione giuridica delle unioni civili e dei matrimoni gay non devono essere un gesto di grazia concessa o un contentino dato agli ultimi.
Da un lato devono permettere a due persone che si amano di essere riconosciute dalla legge a prescindere dal loro sesso, specialmente in un momento di tragica crisi economica in cui c’è bisogno di aiutarsi e di potersi sentire una famiglia.
Dall’altro devono garantire a chi ha i miei anni, o anche meno, di sentirsi inserito nella società e protetto dallo Stato.
E’ un nostro diritto, non una richiesta. Non c’è modo peggiore di crescere e vivere se stessi che quello di domandarsi perché lo Stato ritenga che tu sia una persona che vale meno delle altre.
Non vergogniamoci di chi siamo. Mai. Ognuno di noi può vivere la propria appartenenza al mondo lgbtqi più o meno pubblicamente, ciò che conta è che ne sia fiero. Siamo diversi, certo. Diversi come il blu è diverso dal giallo, o il verde è diverso dal rosso.
Nell’epoca degli hashtag, te ne lascio uno: #noisiamodiritti. Diritti come quelli che non ci vengono riconosciuti perché ogni volta c’è qualche legge più importante da approvare (come se un Governo non potesse fare più riforme in parallelo) e perché probabilmente qualcuno ha una vita così misera da avere paura di vederci felici. Diritti come lo sono molti di noi ogni giorno. Con la schiena dritta dopo insulti o persecuzioni non degni di un paese civile.
Ebbene, caro Presidente del Consiglio, da te non ho mai sentito pronunciare parole di vicinanza e conforto verso coloro che ogni giorno sopportano queste atrocità e men che meno ho visto mettere in campo gli impegni sopra citati.
Esponenti di destra, ma pure quelli che non posso che definire omofobi all’interno del nostro Partito non vogliono che vengano approvate le riforme sui diritti civili e già più di una volta hanno minacciato di far cadere il governo in caso contrario.
Domando a te, domando a tutti: è questo sufficiente a bloccarle?
Un no di Alfano, Giovanardi o del teodem di turno vale più della vita di un ragazzino che si uccide impiccandosi o gettandosi da una finestra perché a neanche vent’anni è arrivato a credere che la sua vita non gli riserverà nulla di positivo per cui valga la pena essere vissuta?
Se i miei coetanei che la pensano così si trovano a dover sopportare compromessi del genere, che ne sarà di noi e del Paese fra vent’anni?
Ecco, non so se oggi ci sarà qualche risposta da parte tua, ma questo non vuol dire che smetteremo di cercarle.
Andrea Ragazzi

A.A.A. cercasi risposta da parte del Segretario del Partito Democratico nonché Presidente del Consiglio Matteo Renzi, grazie.
E 10, 100, 1000 Andrea Ragazzi (coordinatore provinciale dell’area Civati di Treviso) all’interno della politica italiana. Centrosinistra in primis.

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