Tanti Auguri BRITNEY SPEARS

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Oltre 100 milioni di dischi spacciati nel mondo, di cui 32 milioni nei soli Stati Uniti in 15 anni di carriera, piazzandosi così all’ottavo posto fra le donne che hanno venduto di più in tutta la storia del mercato musicale pop statunitense. Un Grammy Award, 4 premi e 5 performance agli MTV Video Music Awards.
Il boom a 17 anni, 27 milioni di copie vendute con …Baby One More Time, due zinne rifatte, una verginità sbandierata ai 4 venti, falsa come la sua voce robotica, un fidanzamento d’oro targato Disney con Justin Timberlake, un addio doloroso e lancinante, che l’ha portata sulle soglie della pazzia, visto che, giustamente, un sorco così, MA QUANNO JE RICAPITA PIU’??!?
Con Oops!… I Did It Again si ripete, vendendo altri 25 milioni di copie, diventa la nuova reginetta del pop. Le c
anzoni so tutte uguali ma nessuno sembra farci caso, la mignottella appena maggiorenne che sculetta e balla a tempo di musica piace ai 4 angoli del globo, diventando una nuova icona gay.
Nel 2001 strappa un contratto milionario con la Pepsi Cola, diventandone la testimonial. Contratto che la
lega talmente al marchio da trasformarla nel giro di un paio d’anni in una botte de ciccia sgasata pronta ad esplodere ad ogni agitata di troppo.
Il 10 settembre del 2001 “duetta” con Michael Jackson nel brano The Way You Make Me Feel al Madison Square Garden di New York. Bin Laden quella sera vide tutto, incazzandosi a tal punto da decidere che OK, E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI PUNIRE STI CAZZO DI AMERICANI! E fu così che arrivò l’11 settembre.

Con il terzo album ammette de esse ninfomane con la celebre “I’m a Slave 4 U”, finendo per esordire in sala con l’indimenticabile boiata CROASSROAD, in lotta da anni ormai per il titolo di CAGATA DELLE CAGATE con Glitter di Maialona Carey… è obiettivamente una bella lotta, Coppi e Bartali in confronto erano na barzelletta.
Mollato Justin, Britney entra in un tunnel dalla quale fatica ad uscire.
Apre un ristorante, NYLA, che chiude i battenti nel giro di un anno. Se magnava tutto lei, era un cazzo de delirio.

Pe ripijasse dalla botta de Jusin prova la strada del lesbismo con un bacio saffico sul palco degli Mtv Awards. Insieme a lei Madonna e quell’artra che nessuna ricorda. La tresca umida fa scalpore, tanto che la Spears sembra riprendersi, uscendo in tutti i negozi di dischi con In the Zone.
15 milioni di copie vendute in tutto il mondo e un singolo, Toxic, che svarvola in radio. Passati 12 mesi ecco che arriva il primo greatest per la sora Britney, Greatest Hits: My Prerogative, 10 milioni di copie vendute ed ULTIMO autentico successo di vendite.

Qui, infatti, la Spears entra in un TUNNEL di follia, da cui fatica ad uscire. Si sposa co un cojone, divorzia, si risposa co un cojone ancora più cojone dell’altro cojone, capisce de esse fatta pei cojoni, sforna du pischelletti, aridivoriza, magna come na sfonnata, se rasa la capoccia, sbrocca in pubblico, se impasticca, beve come n’addannata, rutta, se gratta, se scaccola, perde ciocche de capelli, inizia ad uscì con Paris Hilton e Lindsay Lohan, regale fiche depilate ad ogni fotografo che incrocia, diventa na gattara, insomma si trasforma da ICONA GAY ad ICONA TRASH, per la gioia di Madonna, che torna così ad essere THE QUEEN.

Dopo 3 anni di eccessi, tenta di tornare in auge con Blackout, forse il suo MIGLIORE ALBUM, clamorosamente bucato però a causa della totale incapacità di Brit di promuoverlo. L’esibizione MBRIACHELLAlive di Gimme More agli Mtv Awards entra nella storia delle PORACCIATE, facendo affondare l’album, che vende appena 2 milioni di copie in tutto il mondo.
Finita, morta, andata, ridicola, schizofrenica, poraccia. Gli aggettivi si sprecano per l’ex ragazzina di …Baby One More Time, che risorge per l’ennesima volta con CIRCUS, a cui segue The Singles Collection. Tornata in studio di registrazione per il nuovo, attesissimo album, si regala un cameo veloce come una scureggia in una puntata di Glee, vista da così tanti milioni di telespettatori da farle rinascere il pallino per la recitazione.
E se sfornassi Croassroad 2, si chiede, portando il regista del primo capitolo, immediatamente contattato, al suicidio. Sfanculato il fidanzato promesso sposo e trovato un altro pischello, a sua volta strangolato dalle extension assassine che sulla cute barbonesca di Britney hanno ormai preso vita, l’ex reginetta del pop, che ormai da sola finanzia l’intera catena Starbucks della California, sembra aver raggiunto quella stabilità mentale che le permetta di capire che non può uscire di casa il 1° luglio e augurare Buon Natale al primo passante che incrocia per strada. Toccato il fondo delle proprie vendite con Femme Fatale, fatto ridere i polli con l’omonimo tour,  tornata in forma  STRAFIGA nella TOP10 dei maggiori incassi della musica,  diventata GIUDICE a sorpresa di X-Factor Usa (con tanto di rischio infarto per un banale zompo della luce), accettato di farsi spremere per un anno a Las Vegas e partorito Britney Jean, disco che raggiungerà l’apice promozionale con uno sbadiglio della diretta interessata, la Sora Spears è così arrivata ad un prestigioso traguardo della propria vita. Perché OGGI, 33enne, Britney è finalmente consapevole di NON avere VOCE ne’ un FUTURO che sia anche minimamente diverso dal pop frocio danzereccio ballereccio computerizzato che da oltre 10 anni je paga medicinali, alcool e stronzate varie, tanto dall’aver ormai regalato il proprio IT’S BRITNEY BITCH a quel coatto di Will.I.Am, per un feat. de merda nato ed accettato solo e soltanto per provare a RIconquistare la vetta Billboard. Riuscendo nell’impresa.

Partendo da questo semplice e veritiero presupposto, non possiamo che festeggiare l’icona delle icone TRASH della musica contemporanea, DA ANNI autentica fonte di risate, balletti, sfrociate discotecare e pettegolezzi di ogni sorta.
Perché se non ci fosse, bisognerebbe decisamente inventarla… W BRITNEY!

 

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