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Carlo Giovanardi da Klaus Davi: non si può parlare di Olocausto Gay

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La parola Olocausto può essere usata solo ed esclusivamente per quel progetto criminale di cancellare dalla faccia della terra milioni e milioni di persone, sulla base soltanto del fatto che fossero ebrei”. “I nazisti hanno perseguitato gli zingari, gli handicappati, gli omosessuali, ma attenzione, solo una fattispecie di omosessuali, perché ormai è dimostrato che una buona parte della dirigenza nazista e della Sa erano omosessuali, compreso Hesse, facevano una differenziazione fra i comportamenti, gli atteggiamenti”. “Che siano stati perseguitati gli omosessuali, assolutamente sì, come purtroppo il nazismo perseguitò gli zingari, le minoranze, gli handicappati, i subumani come li chiamavano loro. Ma non chiamiamolo Olocausto“.

La precisazione inutile, delirante ed offensiva, a 24 ore dalla Giornata della Memoria.
A detta di Carlo Giovanardi, intervistato dal solito Klaus Davi, non si può parlare di OMOCAUSTO.
Persecuzione SI’, ma OLOCAUSTO gay no.
Peccato che furono almeno 7000 gli omosessuali uccisi nei campi di concentramento nazista. Centomila omosessuali furono coinvolti dalle purghe naziste: 60mila scontarono la pena (dai 5 ai 10 anni) in carcere, mentre dai 10 ai 15mila furono internati nei campi di concentramento. Hitler millantava una congiura omosessuale che minava la concezione normale di una nazione sana. I gay vennero sottoposti a folli sperimentazioni pseudoscientifiche. Molti di loro vennero castrati, mentre altri vennero usati come cavie per esperimenti clinici, come l’impianto di una ghiandola artificiale di testosterone che, nelle intenzioni dei nazisti, avrebbe dovuto sanare la devianza omoaffettiva. Follie da Terzo Reich, che il buon Carlo Giovanardi ha provato ancora una volta a ‘sminuire’. Come se ci fossero stati Olocausti di Serie A ed Olocausti di Serie B. Come se domani, Giornata della Memoria, quei morti con un triangolo rosa cucito addosso non meritassero nessuna commemorazione, in quanto solo e soltanto semplici ‘perseguitati’. Per questo motivo, al signor Carlo Giovanardi consiglio la visione di questo documentario realizzato nel 2000. Paragraph 175, premiato al Festival di Berlino e chiamato a riportare in vita quello schifoso Paragrafo 175 contro la sodomia del codice penale tedesco, che risaliva nella prima stesura al 1871, e che fu inasprito dai nazisti, tanto da far finire in galera oltre 100.000 gay tra il 33 e il 45.

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