American Horror Story 3: torna Jessica Lange – ma l’Asylum sta crollando

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Ancora una puntata ed American Horror Story 2 chiuderà i battenti.
Malamente.
Diciamocelo.
Dopo una partenza sublime, la seconda stagione ideata da Ryan Murphy ha perso colpi nel finale. Colpa di una storia infarcita fino all’eccesso, puntata dopo puntata (e questo era stato uno dei suoi punti di forza), tanto da esplodere improvvisamente perché palesemente incapace di riannodare i fili del discorso. Nel penultimo episodio andato in onda 48ore fa, il crollo è stato totale. In un’unica puntata, l’ultima, Murphy dovrà riuscire nell’impresa di coprire i tanti buchi rimasti spalancati (a partire da Adam Levine e compagna fino ad arrivare ai ridicoli alieni), provando così a salvare il salvabile. Nell’attesa, il ‘creatore’ è tornato a parlare di American Horror Story 3, rivelando che:

– tornerà Jessica Lange, che farà il suo esordio anche come produttrice.
– la terza stagione ruoterà in diverse città, saltando da un periodo all’altro, e sarà incentrata su un misterioso potere femminile (streghe?).
– torneranno anche Evan Peters e Sarah Paulson, vera sorpresa della stagione 2.
– sarà un ‘romanzo horror’, con una storia d’amore al suo interno. Avrà una sua natura storica.
– ci sarà un’icona del cinema internazionale nel cast. E sarà una donna.

Detto ciò, visto che American Horror Story: Asylum è ormai arrivato agli sgoccioli, non posso evitare di porre un quesito che in casa mia risuona da mesi. Ovvero, ma a vostro avviso la sigla di apertura è SEMPRE diversa, puntata dopo puntata, in un paio di frame? No perché se il sottoscritto sostiene assolutamente il SI’, portando avanti questa teoria in solitaria, c’è chi ormai mi sfotte ad ogni apertura di puntata. Aiutatemi.

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