Berlusconi e il voltafaccia del Governo nei confronti di Gheddafi: da amico da ELOGIARE, a dittatore da bombardare

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Febbraio 2010.
Silvio Berlusconi si PIEGA dinanzi a Gheddafi, in conferenza stampa, parlando di ‘leader di grande saggezza’, di  “un uomo di ferro”, la cui “determinazione e coraggio” hanno reso possibile il trattato di amicizia e cooperazione fra Italia e Libia. Per accogliere il leader libico si PARALIZZO’ Roma, la Capitale d’Italia. Elefanti, cavalli, decine di donne, Villa Pamphili a disposizione per montare la propria tenda, e baciamano finale, che fece INORRIDIRE il mondo.

Piegati ed umiliati di fronte ad un sanguinario DITTATORE, che da settimane bombarda il suo stesso popolo, definito ‘LEADER DI GRANDE SAGGEZZA’.
Oggi, 17 marzo 2011, quello stesso Silvio Berlusconi ha concesso le basi militari italiane per dare il via allo scontato e purtroppo necessario attacco nei confronti di Gheddafi.
Fino a poche SETTIMANE FA, un AMICO, un uomo SAGGIO, un LEADER, con cui poter sbandierare un trattato di AMICIZIA E COLLABORAZIONE. Oggi, dinanzi all’impossibilità di sottrarsi all’imbarazzante evidenza, grondante sangue, un uomo da BOMBARDARE, e da cui smarcarsi.
 Schizofrenia politica?

No, semplici tornaconti personali e TOTALE incapacità governativa.

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