SPECIALE NOTTE OSCAR !!!

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La Mitica notte degli Oscar si avvicina, ormai mancano davvero poche ore! Domenica notte alle 2, ora italiana, partità la LUNGA diretta su SkyCinema1! Quali saranno i vincitori?? Grande favorito è Brokeback Mountain, seguito a ruota da Crash, che negli ultimi giorni si è fatto strada a “sportellate”, superando l’agguerrita concorrenza. I MIEI personalissimi vincitori sono Brokeback Mountain, per Miglior Film e Colonna Sonora, Spielberg come “Migliore Regia”, per Munich, Felicity Huffman, per Transamerica, Philip.S.Hoffman, per Capote, Clooney, come migliore attore non protagonista, per Syriana, Rachel Weisz, come attrice non protagonista, per Constant Gardener, e La Sposa Cadavere, come miglior Cartone Animato. Staremo a vedere! Come al solito, come avviene da circa 10 anni ormai, preparerò il mio “KIT NOTTE OSCAR”, ovvero Cuscinone, Pop Corn, Coca Cola e “caffettiera da 4”!
Nell’attesa,ecco per voi quelle che sono le FESTE + GLAMOUR, i RECORD e i GRANDI SCONFITTI, della notte delle notti! E alla fine il toccante trailer, con il montaggio ( Con quella CAZZO di colonna sonora che mi fa letteralmete impazzire, è struggente fino all’inverosimile) delle scene più intense ed emozionanti (e nel rivederle mi sono emozionato un’altra volta!!!), di Brokeback Mountain, film dell’anno e annunciato vincitore!

Le FESTE Inimitabili :

Le più glamour, le più sciccose, le più modaiole, quelle a cui ogni vip che si rispetti non può mancare e a cui ogni starlette vorrebbe imbucarsi: le feste hollywodiane. E senza invito a Hollywood non c’è consacrazione
Sono due le feste per il momento in gara a contendersi, sulla fiducia, il titolo di party più sfarzoso: quella organizzata da
Elthon John al Pacific Design Centre e quella di Vanity Fair, per la quale il direttore potrà contare su un budget di 2 milioni di dollari. Stessa location per il primo, stessa spesa per il secondo, stesso frenetico perpetuarsi di riti e rituali in vista della notte delle stelle.

Numeri, RECORD e Statistiche :

1938: George Bernard Shaw rifiuta l’Oscar per il miglior adattamento (“Pigmalione”) denunciandolo come un “perfetto nonsense” rispetto alla sua alta fama di commediografo.

1942: È l’anno del discorso di ringraziamento più lungo, oltre un’ora. A tenerlo è Greer Garson, premiata per “La Signora Miniver”.

1947: L’Italia vince il primo Oscar per il film straniero, con “Sciuscià” di Vittorio De Sica. L’ultimo in ordine di tempo è stato invece “La Vita è Bella” di Benigni (1999).

1956: In pieno maccartismo Michael Wilson è privato del premio per la sceneggiatura di “La legge del Signore” a causa del suo passato di sinistra. L’Oscar va a Robert Rich (“La più grande corrida”), che non può però presentarsi sul palco, poichè il suo vero nome è Dalton Trambo ed è anche lui sulla lista nera dei perseguitati politici.

1956: È l’anno in cui la più breve interpretazione vale un Oscar: grazie agli 8 minuti in cuiinterpreta il pittore Gauguin nel film “Brama di vivere” (“Lust for life”), Anthony Quinn vince il premio come miglior attore non protagonista.

1968: Unico ex aequo della storia per il premio alla miglior attrice protagonista, che coinvolge Barbara Streisand (“Funny Girl”) e Katharine Hepburn (“Il Leone d’inverno”).

1970: Marlon Brando chiede all’Academy una copia del suo Oscar vinto per “Fronte del porto” poichè gli è stato rubato.

1970: George G. Scott non accetta il premio come miglior attore protagonista in segno di protesta per i compromessi commerciali che caratterizzano l’industria hollywoodiana. Soltanto un altro attore, oltre a Scott, ha rifiutato il premio: Marlon Brando nel 1972.

1972: Marlon Brando diserta la premiazione e manda a ritirare la sua statuetta una pellerossa (tra l’altro “falsa”, ma si saprà solo in seguito) che legge un appassionato discorso contro lo sfruttamento degli indiani da parte di Hollywood.

1973: Vince come protagonista la più giovane attrice della storia dell’Oscar: Tatum O’Neal, 9 anni,, per “Paper Moon”. La seconda interprete più giovane a conquistare la statuetta come migliore attrice non protagonista sarà Anna Paquin a 12 anni, nel 1994, con “Lezioni di piano”

1976: Vince come miglior attore non protagonista l’interprete più anziano della storia degli Oscar: George Burns per “I ragazzi irresistibili”. Ha 80 anni e 3 mesi.

1977: «Sono andato a letto molto presto, non ho neanche acceso la televisione. Mi sono addormentato leggendo “Conversazioni con Carl Jung”». Così si giustifica Woody Allen per non essersi presentato a ritirare la sua statuetta per “Io e Annie” (miglior film, miglior regista, miglior attrice).

1981: Katherine Hepburn vince l’Oscar grazie a “Sul lago dorato” e realizza il record per il maggior numero di premi vinti come miglior attrice protagonista. Gli altri sono: “Gloria del mattino” nel 1933, “Indovina chi viene a cena” nel 1967, “Il leone d’inverno” nel 1968 e “Sul lago dorato”, appunto. Alla Hepburn spetta anche il record delle nominations attribuite, ben 12, e quello della più lunga carriera da Oscar: dal primo al quarto sono passati 48 anni

1990: Vince, come protagonista, la più anziana attrice della storia dell’Oscar: Jessica Tandy, per “A spasso con Daisy”. Ha 80 anni e 8 mesi.

1994: Tom Hanks è il sesto attore a bissare il premio per la miglior interpretazione da protagonista e l’unico, dopo Spencer Tracy, a ottenere l’Oscar in due anni consecutivi.(con “Forrest gump” e l’anno prima con “Philadelphia”).

1997: Titanic eguaglia Ben Hur (1959) nel record assoluto di statuette vinte: 11.

2004: La trilogia de “Il Signore degli Anelli” conquista la candidatura per il miglior film con ciascuna delle tre pellicole della serie. L’impresa era riuscita fino a quel momento solo alla trilogia de “Il Padrino” che aveva conquistato le candidature negli anni 1972, 1974 e 1990. “Il ritorno del re”, capitolo conclusivo della saga, vince come miglior film, regia, scenografia, sceneggiatura non originale, costumi, montaggio, trucco e colonna sonora.

2005: Hilary Swank, soprannominata “Lady Oscar”, a soli 30 anni (classe 1974) ha già all’attivo due statuette: per “Boys don’t Cry” nel 2000 e con “Million Dollar Hotel”, nel 2005. Come lei hanno fatto nel passato solo Vivien Leigh, Helen Hayes, Sally Field e Luise Rainer

Gli Sconfitti illustri:

In oltre 71 anni di vita della manifestazione clamorosi sono stati i casi di grandi attori mai premiati, film capolavori sconfitti da altri assai meno significativi, maestri di cinema che non hanno mai avuto il piacere di conquistare l’ambita statuetta.
Come nel caso di
Cary Grant, divo hollywoodiano per eccellenza, particolarmente amato da Alfred Hitchcock che lo scelse per molti suoi film. Attore simbolo di classe ed eleganza, “Il massimo nella categoria degli alti, belli e bruni” come lo definì un critico americano. Nonostante l’indubbio talento e la candidatura ottenuta per due film “Il gentiluomo inglese dal sorriso perlaceo e dalla scriminatura perfetta” non riuscì mai a portarsi a casa la statuetta.
Salvo poi ottenere, sorta di contentino cui l’Academy non è inconsueta, un premio alla carriera nel 1970 con la motivazione dell’«impareggiabile padronanza dell’arte della recitazione cinematografica». Probabilmente sfuggita in precedenza. Ma Cary non è l’unico tra i “grandi” del passato a non essere mai stato onorato del premio. Dalla divina
Greta Garbo all'”Angelo azzurro” Marlene Dietrich, dal sex-symbol Marilyn Monroe ad Ava Gardner, Robert Mitchum, Albert Finney, Montgomery Cliff, Orson Welles e Walter Matthau la lista sarebbe lunghissima.
Qualcuno ha pagato la scelta di un cinema indipendente e controcorrente come la grandissima
Gena Rowlands, musa ispiratrice di John Cassavetes che ha regalato al cinema interpretazioni indimenticabili ma che non ha mai vinto nulla. Altri, ingiustamente sconfitti in interpretazioni memorabili, si sono poi visti assegnare la statuetta “in extremis” sotto forma di tardivi oscar alla carriera come nel caso di Cary Grant, o Charlie Chaplin, vera e propria leggenda del Cinema incredibilmente mai premiata per un suo film. Oppure lo hanno conquistato con interpretazioni ben al di sotto delle loro possibilità espressive.
Alcuni esempi: Clark Gable, per tutti l’indimenticabile Rhett Butler di
Via col Vento, non lo vinse per quel film mentre se lo era aggiudicato in precedenza con il decisamente meno celebre Accadde una notte. E in un accesso d’ira per la mancata e ingiusta premiazione da parte dell’Academy regalò la sua prima statuetta al figlio della segretaria, dicendogli di servirsene per «tenere chiusa la porta del gabinetto»!
Anche Humphrey Bogart non vinse con quello che è considerato il suo film capolavoro
Casablanca – e la sua famosissima canzone “As time goes by” non ottenne nemmeno la nomination – ma con l’assai inferiore intepretazione de La Regina d’Africa. Paul Newman, nonostante la candidatura per un film memorabile come Lo Spaccone, fu ripagato 25 anni dopo dall’Academy che nel 1986 gli attribuì l’Oscar per il mediocre Colore dei Soldi, dove riproponeva proprio l’antico personaggio di Eddie Felson dello Spaccone.
Un altro grande mito come
John Wayne, protagonista di western entrati nella storia del Cinema, non fu mai premiato fino al 1969, quando venne incredibilmente preferito, con una fra le sue intepretazioni minori, quella de Il grinta, alla straordinaria coppia Dustin Hoffman e John Voigt di Un uomo da marciapiede. Lo stesso Hoffman sarà ripagato una decina d’anni dopo grazie alla sentimentale e lacrimevole storia di Kramer contro Kramer film che a sua volta, con i suoi 5 oscar ottenuti, eclissò un altro capolavoro del cinema: Apocalypse Now.
E poi ancora
Robert de Niro, cui l’Academy non riconobbe e premiò la straordinaria prova di Taxi Driver nel 76, ma che si riscattò comunque qualche anno dopo, nell’80, con Toro Scatenato. Merito di Martin Scorsese che, cucendogli addosso un altro ruolo memorabile, gli permise di rifarsi. Riscatto che non è invece stato mai possibile allo stesso regista, fra i migliori dell’ultima generazione, nonostante i suoi molteplici capolavori, da Taxy Driver a Toro Scatenato, da Quei Bravi Ragazzi a Gangs of New York.
E in tema di gradi registi cosa dire di altri maestri mai premiati come Alfred Hitchcock,
Robert Altman o incredibile ma vero Stanley Kubrick? Quest’ultimo nonostante le nove candidature complessive si dovette accontentare di un misero Oscar agli effetti speciali per un capolavoro come Odissea nello Spazio.
Da TGCOM

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