R. Kelly condannato a 20 anni di carcere per pedopornografia. Ha abusato della figlioccia 14enne

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Un tribunale della città di Chicago ha condannato R. Kelly a 20 anni di carcere per pornografia infantile. Il cantante e producer di 56 anni, all’anagrafe Robert Sylvester Kelly, è stato riconosciuto colpevole di sei capi di imputazione, per aver costretto minori a fare sesso con lui realizzando sex tape.
Tre di quei video vedevano il cantante, cantautore e produttore discografico abusare della propria figlioccia, che aveva solo 14 anni al momento degli abusi.
La richiesta dell’accusa era che la condanna a 20 anni fosse scontata al termine della precedente condanna a 30 anni, emessa a metà del 2022 per estorsione, sfruttamento sessuale di donne e bambini, traffico sessuale e altri reati.
“L’unico modo per assicurarsi che non sia recidivo è imporre una condanna che lo terrà in prigione per il resto della sua vita”, ha precisato il procuratore Jeannice Williams Appenteng.
Il giudice, però, ha disposto che le condanne siano scontate contestualmente. Kelly dovrà così rimanere 31 anni in galera, evitando tecnicamente l’ergastolo. Rimarrà dietro le sbarre fino all’età di 87 anni.

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