È Stata la mano di Dio, il capolavoro di Sorrentino batte tutti su Netflix. Il più visto tra i visti

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Già premiato alla Mostra del Cinema di Venezia con un Premio della Giuria (ma avrebbe meritato il Leone d’Oro), candidato ai Golden Globe e tra i favoriti per gli Oscar del 2022 come miglior film straniero, È stata la mano di Dio è finalmente sbarcato su Netflix, dopo una premiere cinematografica durata settimane.
E il debutto è stato folgorante.
Nella giornata di ieri il capolavoro di Sorrentino è subito diventato il film/serie tv più visto di Netflix Italia, battendo La Casa di Carta, The Unforgivable con Sandra Bullock e Squid Game.
Film intimo e personale, È Stata la mano di Dio raccolta la storia di un ragazzo nella tumultuosa Napoli degli anni Ottanta. Un ragazzo chiamato Sorrentino, per l’appunto.

Il diciassettenne Fabietto Schisa è un ragazzo goffo che lotta per trovare il suo posto nel mondo, ma che trova gioia in una famiglia straordinaria e amante della vita. Fino a quando alcuni eventi cambiano tutto. Uno è l’arrivo a Napoli di una leggenda dello sport simile a un dio: l’idolo del calcio Maradona, che suscita in Fabietto, e nell’intera città, un orgoglio che un tempo sembrava impossibile. L’altro è un drammatico incidente che farà toccare a Fabietto il fondo, indicandogli la strada per il suo futuro. Apparentemente salvato da Maradona, toccato dal caso o dalla mano di Dio, Fabietto lotta con la natura del destino, la confusione della perdita e l’inebriante libertà di essere vivi.
Nel suo film più commovente e personale, Sorrentino accompagna il pubblico in un viaggio ricco di contrasti tra tragedia e commedia, amore e desiderio, assurdità e bellezza, mentre Fabietto trova l’unica via d’uscita dalla catastrofe totale attraverso la propria immaginazione.

Pellicola straordinaria (è il mio film dell’anno), È stato la mano di Dio si merita 130 minuti del vostro tempo, con un cast stellare trainato dal solito monumentale Toni Servillo, la bravissima Teresa Saponangelo, l’incredibile debuttante Filippo Scotti e una meravigliosa e ipnotica Luisa Ranieri, finalmente giusta alla meritata consacrazione. Perché bravissima sempre.

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