Manuela Arcuri smonta il presunto Ares Gate: “Una setta? Hanno detto cose pesantissime, folli, sono senza parole”

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Colpaccio di Dagospia nei confronti dell’ormai noto Ares Gate, nato e morto su Canale 5.
Dopo i primi affondi di Adua Del Vesco e Massimiliano Morra in diretta al Grande Fratello Vip, e i primi timidi interessi di Barbara d’Urso e Alfonso Signorini, è arrivato lo stop dall’alto, da Mediaset, tant’è che l’Ares Gate è scomparso dal palinsesto.
Il bravissimo Giuseppe Candela ha però raggiunto Manuela Arcuri, volto principe dell’Ares Film insieme a Gabriel Garko, con l’attrice che ha smontato ogni accusa.

“Sono stata in silenzio perché volevo capire fino a che punto arrivasse questa follia. Non ho mai sentito in vita mia tante falsità come in questi giorni. Una setta? Hanno detto cose pesantissime. Le ripeto, sono senza parole. Per quindici anni ho lavorato con Tarallo e non ho visto queste cose. Guardi io ho solo visto tanta generosità di Alberto Tarallo. Un grandissimo produttore che ha creato attori totalmente sconosciuti che venivano dal nulla. Li ha creati, formati, gli ha dato un nome e li ha fatti lavorare. Ma dai Lucifero, io sono allibita. Sono una sua grande amica perché nella vita sono una donna riconoscente, anche se non lavoriamo più insieme perché non produce più. Questa bellissima collaborazione purtroppo è finita, perché le cose finiscono una mica può reagire così male? Quello tra Alberto e Teo (Teodosio Losito, ndr, suicidatosi nel 2019) era un grande amore, era un’unione totale nella vita e nel lavoro. Una fusione di due persone che portavano avanti il loro lavoro con amore. Teodosio per Alberto era intoccabile”.

La Arcuri ha poi confermato di aver avuto un flirt con Gabriel Garko (“Ho avuto una relazione con Gabriel durata pochissimo ma era vera. Parliamo di tanti anni fa. Sono contenta che ora sia un uomo più felice. Sono contenta se si sente più libero, magari lo avesse fatto prima“), per poi ribadire la sua vicinanza ad Alberto Tarallo: “Difendo Alberto, non si fa così. Non si gioca con la vita delle persone. Mi sembra più di una gogna. Qui non parliamo di un matrimonio inventato, qua si gioca con la vita della gente. Parliamo di un grande produttore, di una tragedia che è successa un anno e mezzo fa, una cosa delicatissima. Al funerale di Teodosio c’erano tutti. Piangevano, capisce. Sembra un film.”

 

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