15enne aggredita perché lesbica e Mario Adinolfi senza vergogna attacca: “storia costruita da Arcigay”

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Una ragazza di 15 anni ha denunciato di essere stata aggredita martedì scorso a Torino, all’uscita della stazione della metro di Porta Nuova, perché lesbica e con indosso abiti maschili.
A darne notizia è LaRepubblica, che riporta anche le parole di Riccardo Zucaro, presidente dell’Arcigay Torino che ha espresso “piena solidarietà” e sostegno alla giovane.
Un uomo sui 25-30 anni le ha tirato un pugno in volto e sul costato. Non contento, l’ha insultata dicendole che era una femmina e non doveva andare in giro conciata come un uomo.
A confessarlo sua madre. “Sin da piccola, mia figlia è stata vittima di bullismo perché troppo mascolina. E questa cosa l’ha distrutta. Ai genitori che vivono la mia stessa situazione consiglio di stare vicino ai propri figli, di ascoltarli e di avere il coraggio di affidarsi a chi ha gli strumenti giusti e può dare il supporto psicologico adeguato”.
Parole che fanno male, prese e strumentalizzate da Mario Adinolfi per l’ennesima uscita spaventosa, diffamante, aizzatrice di odio.
“Di solito la lite è per motivi tutt’altri”, si permette di scrivere l’uomo dal partito con lo 0.4% di voti, indegno nella sua crociata contro la comunità LGBT pur di rastrellare quegli elettori che l’hanno sempre chiaramente schifato.
Con una buona legge contro l’omotransfobia, Mario Adinolfi avrebbe più condanne sul groppone che seguaci.
Cosa stiamo aspettando, caro Governo?

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