Milano Pride, Caterina Balivo dopo il rifiuto da madrina: “Sono stata discriminata”

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“Quando ti invitano a una festa e la festa ti piace sei sempre molto contenta di partecipare. Se poi capisci che una buona fetta di invitati non gradisce la tua presenza, allora è bene non andarci”. “Sinceramente sono molto colpita e mi interrogo un po’ sul genere umano. Valgono più testimonianze, fatti concreti, messaggi, video fatti nei miei programmi, davanti a milioni di persone, o espressioni decontestualizzate, una frase infelice?”.

Così Caterina Balivo, via Corriere della Sera, ha commentato il suo clamoroso rifiuto al ruolo di madrina per il Milano Pride di sabato prossimo. Colpa del fiume di polemiche che ha travolto il web, a causa di sue infelici esternazioni passate. “Sei bono pure se sei frocio”, disse nel corso di una diretta social, tra amici davanti al Festival di Sanremo, a Ricky Martin: “Era un video di una serata tra amici, si scherzava, così come i miei amici omosessuali scherzano quando dicono a mio marito: perché vai con le donne? Mi chiedo se conta più la facciata o la sostanza. Ma poi: il Pride serve a unire e superare le barriere. Quale è la mission? Essere inclusivi o no? È stata esclusa una persona che da anni dice che l’amore è il protagonista e non il genere”.

Infine, l’affondo.

“Mi sono dovuta ritirare con grande dispiacere perché non posso rovinare una festa. Il pregiudizio e la discriminazione sono sempre sbagliati: il Pride dovrebbe abbattere le barriere, ma alcuni ne hanno alzata una attorno a me”. “Dopo esserci confrontati ho deciso: se molti non mi vogliono, non vado. So quale è il mio percorso e il mio pensiero: non ci sto a essere additata, non ho mai discriminato nessuno. Una parte della comunità ha discriminato me“.

Ha torto o ragione?

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