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Jussie Smollett, prima intervista tv dopo l’attacco omofobo: ‘sono incazzato con chi non mi crede’

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Divo di Empire, Jussie Smollett si è concesso la prima intervista tv dopo il pestaggio omofobo e razzista che l’ha visto finire in ospedale.
In tanti, infatti, hanno dubitato sulle sue parole. Come se quei lividi, quelle fratture, se le fosse procurato da solo, all’uscita di un autogrill in piena notte.
Via Good Morning America l’attore, che è gay dichiarato da sempre, è passato all’attacco.

“Sono incazzato con chi mi ha aggredito ma anche con chi mi attacca. All’inizio mi hanno creduto, poi è montata una cosa del tipo ‘sarà vero?’. E mi chiedo, come puoi dubitarne? Come puoi non credere a quel che ho raccontato? È la verità. Non è che non credi che questa sia la verità, non vuoi proprio vederla, la verità”.

Smollett ha detto alla polizia di essere stato picchiato da due uomini che hanno urlato lo slogan trumpiano “Make America Great Again”, in piena notte a Chicago, prima che gli legassero un cappio intorno al collo e gli versassero addosso una sostanza chimica sconosciuta.
Tuttavia, sui social è montata la polemica perché Jussie ha respinto una richiesta degli investigatori di consegnare i dati completi del suo telefono cellulare, causa privacy.

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