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Egitto, la polizia usa GRINDR per arrestare i gay

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Peggiora di giorno in giorno l’omofobia egiziana, con la polizia che starebbe utilizzando Grindr per attirare i gay e arrestarli.
Dalia Abdel-Hameed ha riferito al giornale The Age l’ultima strategia delle forze di polizia egiziane per rastrellare gli omosessuali, prima avvicinati tramite app, rimorchiati e infine sbattuti in galera.
Una repressione che è iniziata il mese scorso, quando durante un concerto di Mashrou ‘Leila, a Il Cairo, quasi 60 persone sono state incarcerate con l’accusa di aver sventolato una bandiera rainbow.

“Le persone vivono nella paura e nella persecuzione”. “Questa è indubbiamente la più grande crisi a cui abbiamo mai assistito”.

La scorsa settimana il deputato Riyad Abdel Sattar ha presentato una proposta di legge per rendere illegale l’omosessualità, e non solo i rapporti sessuali, con carcere immediato da uno a 3 anni per chiunque si ‘occupi’ di omosessualità, tanto in pubblico quanto in privato.
Per provare a combattere questo autentico delirio, Grindr e Hornet pubblicano costantemente avvisi di sicurezza in arabo proprio per mettere in guardia gli utenti da possibili ‘trappole’ da parte delle autorità.

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Comments

  • !_!M!_! 5 Novembre 2017 at 14:10

    non è l’unico paese purtroppo, è vomitevole come siano arretrati mentalmente e repressi…ma inutile stare qui a ripetere sempre le stesse cose sappiamo benissimo di cosa stiamo parlando

  • DDAANN 31 Ottobre 2017 at 13:32

    Non poteva mancare l’idiota di turno che quando si parla di atti violenti deve mettere in mezzo l’immigrazione e l’invasione culturale.
    Qui si sta parlando di omofobia e sì, la Russia è un Paese fortemente omofobo dove gli omosessuali vengono perseguiti, picchiati e messi a tacere
    .
    Quando si parlerà di immigrazione allora il tuo commento può avere senso.

    Sei fuori luogo.

  • Julus 31 Ottobre 2017 at 9:25

    L’unica risposta è cancellare Russia e pesi arabi dalla lista dei paesi dove andare in vacanza, io li ho proprio banditi dai miei programmi di viaggi da anni.

  • Max 30 Ottobre 2017 at 19:28

    Sono anni che la polizia egiziana usa questi metodi.
    Quando Grindr rese opzionale la geolocalizzazione (agli inizi non era possibile) lo fece proprio per questo motivo, inviando un messaggio agli utenti.
    Peccato, un Paese così bello abitato da tanti pezzi di merda

  • ha stato putin 30 Ottobre 2017 at 17:35

    naturalmente non poteva mancare la russia quando si parla di omofobi. col piccolo particolare che i russi non hanno intenzione di invadervi e sostiturvi con la loro cultura. egiziani e musulmani si. quando vi sveglierete vi staranno già buttando da un tetto

  • markuss17 30 Ottobre 2017 at 16:42

    Da tanti anni succede in Egitto! Prima era tramite Manhunt e prima ancora Gaydar…ti contattano e ti danno appuntamento in zone tranquille e poi ti blindano per “adescamento” quindi ti sbattono dentro e buttano la chiave ..bastardi!

  • DDAANN 30 Ottobre 2017 at 15:56

    Lo scorso anno avevo scaricato un fake GPS sul telefono. Potevi geolocalizzarti dove volevi.
    L’ho usato per curiosità su Grindr, e la prima cosa che ho notato è che in paesi come Russia ed Egitto è completamente assente nei profili l’indicazione della distanza.
    Con applicazioni come queste puoi facilmente individuare dove abitano le persone, basta spostarsi virtualmente fino a quando non compari a 5/6 metri di distanza, e da lì essere seguiti, picchiati o arrestati è un attimo.
    La cosa mi ha messo parecchia tristezza.