Kaya Jones, l’ex Pussycat Dolls choc: “il gruppo era un giro di prostituzione”

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“La mia verità è che non ero in una girlband. Ero in una rete di prostituzione. Oh, abbiamo cantato e siamo diventate famose, ma quelli che hanno fatto i soldi erano i nostri proprietari. Voglio che la leader del gruppo [Robin Antin] confessi perché un’altra delle sue ragazze [Simone Battle] si è suicidata. Per essere parte del team era necessario essere una sua giocatrice. Cioè, dormire con chiunque loro volessero. Se non lo facevi non avevano niente da usare come ricatto. Significa che potevano cacciarti o drogarti, e utilizzarlo contro di te “.

Kaya Jones, che è stata una Pussycat Dolls dal 2003 al 2005, ha così lanciato la sua bomba su Twitter, cavalcando lo scandalo Harvey Weinstein che ha dato coraggio a decine di attrici nel  rivelare gli abusi sessuali subiti dai potenti di turno.
Robin Antin, creatrice delle Pussycat Dolls, ha negato le accuse in un’intervista con The Blast, definendole “bugie disgustose e ridicole”, con Kaya a suo dire alla ricerca di “15 minuti di fama” e soprattutto indifendibile, nell’aver giocato sporco con il suicidio di Simone Battle.
Altro che reunion, come spifferato settimane fa,qui finisce a stracci.

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Comments

  • Silly Shark 3 Novembre 2017 at 14:43

    Senza offesa ma se vuoi fare il grammar nazi, prima studia un po’. LOL

  • Marco 30 Ottobre 2017 at 2:46

    Magari fosse passata di qui!

  • guardianodelfaro 30 Ottobre 2017 at 0:56

    *rivelino e sputtanino. 😉

  • Silly Shark 26 Ottobre 2017 at 13:52

    Spero che sia l’inizio di una serie di donne che rivelano le violenze subite e sputtanano gli stronzi maschilisti.

  • Yoo Youngjae 21 Ottobre 2017 at 18:43

    Che discorso del cazzo

  • serenity 16 Ottobre 2017 at 21:32

    Per carità bruttissimo quello che è successo. Ma hanno scoperto l’acqua calda. Da quando ho 12 anni (e sono una gran cessa) che penso che chi arriva a certi livelli come attrici o cantante ha saputo darla. Questo però porta anche a pensare che effettivamente ad alti livelli non siano BRAVE ATTRICI, ma prostitute d’alto bordo che hanno azzeccato a chi darla, potrebbe trasformarsi un’arma a doppio taglio: tutte le donne che hanno avuto successo in quegli anni non sono talentuose ma prostitute e quelle che non hanno avuto successo possono rivendicare il ” loro posto al sole”. Non mi sono venduta non ho sfondato.

  • Key- hit me Naomi 1more time 16 Ottobre 2017 at 20:18

    Nella traduzione hai saltato il tweet in cui specifica che è stato abbastanza brutto da farle perdere i sogni. Quindi non mi pare proprio sprovveduta.
    Sono cose abbastanza risapute nell’ambito schifoso del musicbiz.
    E’ molto più sensato credere che questa ragazza vedendo le verità che stanno uscendo orribilmente fuori, solo ora, sul caso Weinstein si sia sentita più libera e meno vulnerabile a denunciare quelle che subivano loro. Bravissima.
    Il suicidio di Simone è rimasto finora oscuro e così invece trova una chiara spiegazione.