Gallipoli, omofobia al G Beach a pochi giorni dal Pride

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A pochi giorni dal Salento Pride, che si terrà il 19 agosto a Gallipoli, l’omofobia ha travolto persino il G Beach, lido che durante la precedente gestione era apertamente rainbow, con una spiaggia diventata luogo simbolo del turismo LGBTI gallipolino dove pure Ferzan Ozpetek girò una delle tante bellissime scene del film “Mine Vaganti”.
Tutto ciò è cambiato con la nuova gestione che, ufficialmente, pare voler rilanciare il lido ad un target economicamente agiato.
Fin qui nulla da contestare, chiunque sia disposto a pagare dovrebbe essere il benvenuto. Ma a quanto pare non basta: il proprietario desidera una clientela etero o, in alternativa, che i gay non si bacino. Il fattaccio sarebbe avvenuto il 14 agosto, con due ragazzi messi alle strette dal proprietario per un banale bacio: ‘o la smettete o ve ne andate’.
A divulgare l’incredibile notizia Gaynews.it, denunciata inizialmente sul gruppo facebook “In piazza per il family gay”, avvenuta presso lo stesso lido.
Arcigay Salento, Arcigay Puglia e Salento Pride si sono detti sconcertati dell’accaduto e si sono personalmente scusati con chi è stato discriminato in maniera così eclatante per un semplice bacio. Immancabile la richiesta di spiegazioni al proprietario del G Beach: se i baci gay non vanno bene, questa è omofobia ed è illegale intimare a qualcuno di non baciarsi. Per quanto riguarda il target economicamente agiato a cui il lido si rivolge, ricordiamo che chiunque possa permettersi quei prezzi dovrebbe essere libero e libera di accedere alla struttura, indipendentemente dall’orientamento sessuale o l’identità di genere.
Dopo questi episodi, comunque, chiediamo alla comunità arcobaleno e chiunque sostenga le nostre rivendicazioni di evitare di usufruire dei servizi del suddetto lido. Ad una certa, le scuse non bastano.

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Comments

  • Francesco Petit Colonna 16 Agosto 2017 at 22:41

    15 anni fa avevamo un luogo di ritrovo gay a Bari perfetto, fantastico…
    Il KIB era il punto di aggregazione per noi omosex, un modo per poter stare insieme, “autoaccettarci”, e per poterci rapportare agli altri.

    Un posto d’aggregazione per noi è molto importante.
    Il locale, volendo paragonabile al coming out di Roma, era frequentatissimo.

    Un brutto giorno pero’ un’associazione gay voleva ” organizzare la serata in quel posto ” o in ogni modo voleva guadagnarci dei soldi e il titolare non accetto’.

    Pochi giorni dopo tutti i gay iniziarono a dire di dover boicottare il kib perche il titolare era omofobo e che ci dovevamo spostare in un altro luogo.

    Bene… anzi male, non abbiamo piu’ avuto in 15 anni un posto di ritrovo come era il kib, le associazioni, per un loro tornaconto ci avevano rovinato il ritrovo…

    Le associazioni che nascono decantando di aiutarci e che invece ci hanno distrutto una parte di vita gay.

    Non voglio che accada piu.

    Non fidatevi sempre del #boycot perche spesso siamo strumentalizzati per altri fini

  • effetto boldrini 16 Agosto 2017 at 19:34

    con stop omofobia si intende stop a psudo servizi giornalistici su psudo episodi di intolleranza per caso?