Giornalista gay tenta il suicidio in carcere: ‘non rimandatemi in Uzbekistan’

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 010703485-4097ae0b-bf1e-4180-b8b0-51a2829cb9d2Meglio la morte che l’omofobia.
Questa la sconcertante verità in arrivo dalla Russia, quando un giudice ha deciso il rimpatrio del giornalista gay Hudoberdi Nurmatov, noto come Ali Feruz.
Dinanzi alla sentenza, Hudoberdi ha preso una penna e ha provato a tagliarsi le vene.
«Preferisco morire piuttosto che tornare lì».
Nurmatov è uno dei collaboratori di “Novaja Gazeta”, quotidiano indipendente russo che ha scoperchiato nelle ultime settimane l’omocausto ceceno.
Arrestato a Mosca con l’accusa di avere violato la legge russa sull’immigrazione, Ali Feruz, questo il nome con cui firma i propri pezzi, si è subito dichiarato innocente, in quanto diplomato in Russia e con mamma, sorella e fratello cittadini russi.
Nel 2008 le prime torture, a cui sono seguiti tentativi su tentativi di poter tornare in Russia, dopo l’infelice esperienza Uzbeka.
Con l’espulsione dal Paese, Nurmatov finirà automaticamente in carcere, perché la ‘sodomia’ in Uzbekistan è considerata fuorilegge.

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Comments

  • poveri illusi 4 Agosto 2017 at 17:42

    si certo il problema del 2017 è la Russia, come non crederci…
    Mi raccomando sputtanate definitivamente l’associazionismo glbtqwxzy appecorandovi ad ogni piu ridicola forma di propaganda targata mc cain e soros.
    Speriamo che vi svegliate prima che sia troppo tardi visto che ogni giorno di piu tale propaganda si tra trasformando in vera propria propaganda di GUERRA che goebbels scompare….