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  • Riccardo Onorato 28 Febbraio 2017 at 19:33

    Nell’intervista non viene espressa alcuna equazione (se sì indicaci dove, no?) cosi come nessuno dichiara che il matrimonio sia solo religioso e che un cattolico deve contrario solo in maniera religiosa. Quindi non solo questa non é l’unica conclusione possibile ma non é neanche una conclusione che si basa sulle parole. Proprio come fa l’articolo e il suo titolo. Come dici tu, se avessero voluto altro lo avrebbero detto. Ma visto che non l’hanno detto cosa spinge ad interpretare le parole in un modo se non la voglia di risentimenti? Questa é davvero l’unica conclusione possibile.

    Ps: hai fatto un po’ di confusione con i Nick perché “la Valenza cattolica dei matrimoni laici” (che tu mi attribuisci per cercare di far valere tutto il tuo discorso assurdo ma di cui non ho mai parlato) era un discorso dei tuoi post. Invece di pensare che perdi tempo con me, approfitta per uscire dal tuo mondo di leone da tastiera e metterci la faccia. Almeno posso capire chi é che pensa che un matrimonio non può avere un significato religioso per un cattolico ma solo civile. Almeno so chi promuove certe stupidaggini che sono l’antitesi del rispetto verso chi ha una fede diversa dalla propria.

  • fabulousone 28 Febbraio 2017 at 19:04

    Come è ben evidente guardando l’intervista i due hanno mischiato il piano personale con quello generale, hanno fatto l’equazione unione civile=matrimonio=nozze cattoliche e hanno espresso in modo molto chiaro il loro giudizio negativo. Se uno parla del matrimonio in generale riferendosi a un giuramento davanti a Dio significa che fa finta che il matrimonio sia di per sé religioso, o che comunque un credente può solo contrarlo in maniera religiosa, cosa che appunto non è vera. Tu mi parli di interpretazioni, io trovo che quello che ho scritto sia l’unica conclusione possibile. Se davvero volevano dire qualcosa di diverso, lo dicevano. Mi spiace ma questa a me sembra solo l’ennesima risposta a dir poco allucinante che i due volutamente danno ogni qual volta si parla di questioni lgbt. Ma tanto che te lo dico a fare, tu sei uno che, come ho visto in altre discussioni, appoggia tiritere assurde come quelle che attribuiscono valenze cattoliche alle nozze laiche, in stile ‘per me il matrimonio è questo’, ‘per me il matrimonio è quello’… Insomma, non spreco altro tempo a cercare di farti notare l’ovvio. Ti saluto.

  • Riccardo Onorato 28 Febbraio 2017 at 17:43

    Queste però sono tutte interpretazioni.

    Se guardiamo alla realtà dell’intervista lui non FINGE che l’unione civile sia il matrimonio, ma – dopo che la giornalista ha introdotto l’argomento dell’unione civile – parla del suo disappunto verso il matrimonio. Tant’è che specifica “omosessuale e eterosessuale”. Infatti la giornalista parla di istituzione, come è giusto che sia chiamarlo in questo caso (perchè sia in ambito civile che religioso è un’istituzione). Diverso invece è un articolo che dà come titolo “No al matrimonio gay”, che specifica chiaramente una cosa che non è stata detta.

    Altresì non ha mai detto che il matrimonio sia solo una cosa religiosa e che un credente possa sposarsi solo in chiesa giurando davanti a Dio. Lui parla di quello che per lui, da cattolico, è il matrimonio. Ossia la promessa davanti a Dio. Non dice che sia l’unica via, parla dei quello che per lui, da credente, vale.

    Lo so che in passato ha dato delle risposte allucinanti e vergognose, per carità, però più che difendere l’indifendibile m’interessa mai come in questo caso di non attaccare qualcuno solo perchè memori delle sue dichiarazioni passate e non per le attuali parole dette, interpretandole in modo negativo a prescindere.

  • fabulousone 28 Febbraio 2017 at 14:54

    Stai cercando di difendere l’indifendibile. Se uno fa finta che l’unione civile sia il matrimonio, mischia il piano personale con quello generale e poi esprime un giudizio negativo, quello che fa è esprimere un giudizio negativo sull’unione civile. La distinzione tra ‘io non mi sposerei/unirei’ e ‘libertà di ciascuno di scegliere’ perciò ‘pro o contro matrimoni/unioni altrui’ salta, e non nel mio discorso ma laddove i due mischiano, appunto, il piano personale delle loro vite affettive con quello generale.

    Le nozze religiose esistono ma le cose che i due dicono restano false. Non è vero infatti che il matrimonio di per sé sia cosa religiosa o che un credente debba per forza sposarsi giurando davanti a Dio, come hanno voluto far intendere; può benissimo contrarre laicamente matrimonio in municipio, in tal modo non giura alcunché davanti a Dio e se vuole può sciogliere il proprio legame per andare a far coppia con un altro.
    La chiesa valdese, poi, a quanto mi risulta benedice le coppie gay, non le sposa: il matrimonio lo riserva anche lei alle coppie etero.

  • Riccardo Onorato 28 Febbraio 2017 at 10:47

    Guarda Faboulosone io ho ascoltato l’intervista.

    L’intervistatrice ha chiesto loro cosa pensassero delle unioni civili, è vero, ma la loro risposta non ha riguardato le unioni civili ma il concetto di matrimonio. Stefano dice chiaramente “Noi non siamo contro i matrimoni omosessuali, ETEROSESSUALI, non ci piace proprio il matrimonio” parlando del matrimonio che a lui, da credente, interessa (quello religioso) e parlando di un aspetto religioso (lo stare in eterno sempre con la stessa persona) in cui non crede.

    Questo può piacere o non può piacere come concetto, come risposta, ma non ha lo stesso valore di definirsi CONTRARI ai matrimoni perchè DA CATTOLICO non giuro FEDELTA’.

    Infine, non si può dire che qui si tratta di un giudizio basato su cose che non sono vere. Perchè il matrimonio religioso esiste, ed esiste anche per le persone omosessuali (la Chiesa Valdese permette a due persone omosessuali di sposarsi).

    Molto semplicemente, Il titolo e il testo di questo articolo sono sbagliati rispetto a ciò che è stato detto.

  • Riccardo Onorato 28 Febbraio 2017 at 10:41

    Ma non leggo neanche “matrimoni eterosessuali” (visto che si parla poi nell’intervista di matrimoni in chiesa). C’è scritto matrimoni. E l’associazione con una persona gay è più che facile. Oltre al fatto che qui c’è un uso improprio della parola fedeltà: nel titolo è facile considerarla come il contrario di “promiscuità”, mentre il concetto di fedeltà di cui si parla nell’intervista è quello della fatalità di non poter essere innamorato in eterno della stessa persona.

    Il concetto che ha espresso Stefano è “Non credo nell’istituzione del matrimonio (etero o gay che sia) perchè sono fatalista e se credi in Dio non vai a giurare amore eterno sapendo di non poter mantenere questa promessa”. E questo è molto diverso da “CONTRARI ai matrimoni perchè da cattolico non GIURIAMO FEDELTA’ davanti a Dio”.

  • fabulousone 28 Febbraio 2017 at 3:45

    Riccardo, guarda che l’intervistatrice ha chiesto loro cosa ne pensino dell’unione civile, quindi dell’istituto creato a metà dell’anno scorso al fine di riconoscere alle coppie gay svariati diritti e doveri continuando a tenerle fuori dal matrimonio. Da quello che ho notato, i due, pur di arrivare a esprimere un giudizio negativo di cui si parlasse in giro, come mi pare siano soliti fare in materia di questioni lgbt, sono arrivati a far finta che l’unione civile sia il matrimonio, che il matrimonio sia di per sé cattolico o comunque che un credente debba per forza convolare a nozze in chiesa, giurando appunto davanti a Dio, come se il matrimonio in municipio fosse riservato agli atei, e che la questione riguardi soltanto loro due. A mio parere quindi il titolo e il testo dell’articolo sono più che giusti. Trovo semmai sbagliato dire che si possa essere d’accordo o non d’accordo con le parole dei due; qui si tratta di un giudizio basato su cose che non sono vere, molto semplicemente.

  • Luca 27 Febbraio 2017 at 20:01

    ma infatti che il discorso non abbia senso l’ho scritto su

  • Julus 27 Febbraio 2017 at 19:41

    “…siccome siamo cattolici tutti e due…”
    Agghiacciante. Non occorre aggiungere altro.

  • R 27 Febbraio 2017 at 17:44

    Che c’è? Niente da dire, e poi, Dolce e Domenico: mica due coglioni qualunque… Fanno più loro d tante associazioni LGBT messe insieme.. Lode a D&G (e sono pure bravi… solo per questo li consideriamo, e meno male…)

  • antipapa 27 Febbraio 2017 at 17:35

    L’unico matrimonio o unione, che sia etero o gay, che conta è quella civile e cioè davanti allo Stato.
    Qualunque spazzatura religiosa è un rito folkloristico, tant’è che il matrimonio religioso ha dovuto pietire l’equiparazione con quello civile per avere un qualche straccio di rilevanza.

  • Francesco Giaffaglione 27 Febbraio 2017 at 17:17

    Mezzo cervello in due

  • DrApocalypse 27 Febbraio 2017 at 14:15

    dove leggi nel titolo ‘gay’ o ‘unioni civili’.

  • ziaassunta 27 Febbraio 2017 at 13:50

    non si vergognano?

  • indignato 27 Febbraio 2017 at 10:15

    La sodomia non va d’accordo col cattolicesimo, ricordatelo alle due diveh della moda.

  • !_!M!_! 27 Febbraio 2017 at 9:57

    si ma quest’uomo con la segatura nel cervello, continua con sproloqui senza senso, cosa c’entra Dio con le unioni civili? La fedeltà non esiste nemmeno nel matrimonio tradizionale perché dovrebbe in altre situazioni? Poi, secondo me, se tu dici di amare una persona, a prescindere dal legame “scritto” o dettato da illuminazioni divine, puoi anche ovviare al tradimento …
    Ad ogni modo, il tradimento extraconiugale, esiste ai giorni nostri come una realtà sociale: tutto il mondo è “traditore”

  • Luca 27 Febbraio 2017 at 1:40

    comunque, per essere pignoli, Gabbana non ha detto quello che è scritto nel titolo; ha detto: dato che per me il matrimonio è un giuramento davanti a Dio, non voglio giurare davanti a dio eterna fedeltà quando non ne posso essere sicuro al 100%.

    Su cui non commento per pietà…

  • Marco 27 Febbraio 2017 at 1:13

    Quindi tu ti sposi e ti senti in pace con te stesso se tradisci?

  • Luca 27 Febbraio 2017 at 1:00

    Mamma mia che confusione hanno in testa… cosa c’entra andare in chiesa e giurare davanti a dio coi matrimoni civili??
    E poi questa cosa dell’ “io non sono contro il matrimonio gay ma contro il matrimonio”

    , ma la legge mica si chiama legge per i matrimoni di Dolce e Gabbana! Francamente di come la legge influenza Dolce e Gabbana non me ne frega un’emerita sega, a me interessa che la legge consenta di sposarsi a coloro che lo vogliono!

  • giannileo 26 Febbraio 2017 at 23:39

    Perché ovviamente il matrimonio omosessuale si celebra in chiesa………
    Imbarazzante

  • lorenzino 26 Febbraio 2017 at 22:44

    qualcuno gli comunichi che ormai da diverso tempo il cattolico fa cose peggiori del laico, fuori e dentro il matrimonio.
    chi celebra il matrimonio poi, fa peggio del laico e del cattolico presi insieme, spesso dentro la canonica e spessissimo senza nemmeno levarsi l’abito talare…

  • bohémien 26 Febbraio 2017 at 22:31

    Sposati con un glory hole