Favria, il Sindaco dice NO alle unioni civili: è una questione etica

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“Non è una sfida alla legge, solo che non me la sento di andare contro precisi dettami etici che mi appartengono. E in questa posizione sono certo si trovino tantissimi sindaci in Italia”. “Il matrimonio non è stato impedito, ma non ho intenzione di delegare nessuno. Questa legge è un errore e non vedo perché un sindaco debba essere obbligato a rispettarla andando contro i propri principi etici”.

Così Serafino Ferrino, sindaco di Favria, Comune di 5.200 abitanti in provincia di Torino, ha incredibilmente detto di no alle unioni civili.
Ai due ragazzi di Favria che volevano convolare a nozze è stata proposta la possibilità di farsi sposare dal responsabile dell’ufficio anagrafe del Comune, che può farlo senza la delega del sindaco.
Un Sindaco che, avendo giurato sulla Costituzione, per legge non puà negare in alcun modo un unione civile. Non esiste obiezione di coscienza, infatti, come rimarcato da ArciGay Torino:

“Apprendiamo con preoccupazione le intenzioni del Sindaco della Città di Favria Serafino Ferrino che ha affermato di non avere intenzione di celebrare l’unione civile tra due persone dello stesso sesso nel suo comune”. “Troviamo imbarazzante che il Sindaco si celi dietro l’obiezione di coscienza, non trovando altro modo per impedire l’unione. La legge sulle unioni civili non prevede la possibilità di obiezione di coscienza, al contrario in caso di rifiuto di celebrare l’unione ci si può appellare ai principi del nostro ordinamento giuridico come quelle che puniscono l’omissione o il rifiuto di atti d’ufficio da parte di un pubblico ufficiale”. “Nessun principio etico viene messo in discussione dall’applicazione della legge, né questo può essere impugnato per impedire che l’unione tra due persone che si amano possa realizzarsi. La società cambia e con essa nascono nuove famiglie, che hanno la stessa dignità a prescindere dalla loro composizione; chi si oppone idealmente al riconoscimento di tali famiglie è fuori dalla storia”. “Chiediamo dunque al Sindaco Ferrino di riflettere sulle sue affermazioni e di celebrare questa unione” conclude Puopolo; “se il Sindaco si arroccherà sulle proprie posizioni, ci proponiamo di celebrare noi stessi l’unione civile”.

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  • baldwin 26 Settembre 2016 at 17:15

    Parlare di obiezione di coscienza in questi casi è un insulto a un concetto nobilissimo, che si applica in ben altri casi. C’è una legge, sei un sindaco, la applichi, o quantomeno deleghi. Altrimenti dimettiti, se i tuoi “principi” sono così inderogabili.

  • Marco22 26 Settembre 2016 at 14:16

    non condivido la tua idea ma darei la vita perché tu possa esprimerla. Non si può obbligare nessuno a fare qualcosa che non gli piace