La Storia Infinita, Atreyu ritrova Falcor dopo 32 anni – lo spot Spotify

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Noah Hathaway mio, non puoi neanche immaginare quanto possa aver invidiato te e quell’altro stronzo di Bastian, quand’ero un nerdone grassone che guardava La Storia Infinita senza interruzione di continuità. Pure io voglio cavalcare Falcor!

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Comments

  • Daniii 4 Maggio 2016 at 19:57

    Hai scritto delle belle parole, che credo alla fine tutti vorremmo mettere in pratica, imprevisti della vita permettendo.
    Pero’ non dimenticare di amare anche tu! Allora, adesso, nel futuro! Parli come se ormai tutto sia finito, non credo proprio che sia cosi’!

  • Stefano Innominati 29 Aprile 2016 at 7:23

    Il tuo presentimento è corretto, non fu lui a farmi diventare uomo ma quella “perdita” è un fatto tutto sommato insignificante, un passaggio “tecnico” della mia vita.
    Quando penso ai ragazzi di allora e vedo quelli di adesso, mi piange il cuore.
    Quei maledetti ed utilissimi telefoni stanno cuocendo col loro abuso la mente di una intera generazione.
    Io ho cominciato i miei primi approcci nel mondo gay via posta, con gli annunci sui giornali, fai un po’ tu.
    Medioevo.
    Niente telefoni, niente internet, tutto a mano.
    Non tornerei indietro da quel punto di vista.
    La tecnologia offre sempre più vantaggi tutto sommato, ma il suo abuso è devastante.
    Riguardo ad “occhi neri”, dopo tanti anni ho imparato solo una cosa: che l’Amore, l’Amore vero, è l’unica cosa che può salvare questo mondo dal baratro di brutalità, cieco edonismo e cinismo nel quale sta sprofondando.
    Se potessi tornare indietro, lo amerei il doppio.
    Vogliate bene a qualcuno ragazzi, non passate la vostra vita a lottare contro voi stessi o vi ritroverete coi capelli grigi e solitari, disillusi, rancorosi, pieni di rimorsi e rimpianti.
    Amate.
    E’ l’unico modo perché la nostra esistenza lasci una minima traccia effimera su questo mondo, quando non ci saremo più.

  • Daniii 27 Aprile 2016 at 12:55

    Wow, c’e’ materiale per un libro qui!
    Io allora non c’ero neppure, pero’ capisco un po’ quando dici che un tempo, nonostante perdere la verginità anale fosse magari più difficile, le relazioni interpersonali erano molto diverse (e le persone stesse, anche senza risalire all’85).
    E’ bello che tu abbia amato quel periodo, ma per come la vedo io non eri comunque uno tra tanti, alla pari; eri una persona diversa tra persone uguali. Forse una cosa positiva dei giorni nostri e’ che questa situazione in cui eri non esiste più, o può almeno essere facilmente cambiata.
    Spero almeno che sia stato quel ragazzo speciale a farti perdere la verginità, anche se ho come il presentimento che non sia stato cosi’ 🙁

  • Stefano Innominati 23 Aprile 2016 at 13:03

    Eeeh, capirai che storie da raccontare!
    Nulla che vada al di là di un ragazzotto finocchio di provincia, io, catapultato nel gennaio 1985 in mezzo ad un mondo esclusivamente maschile, di totale omoerotismo.
    Allora le Forze Armate non avevano l’onere della presenza femminile.
    Solo pelo e cazzi, non rimmel e Tampax.
    Ho assistito tutt’al più a qualche birichinata dovuto agli ormoni irrequieti di qualche compagno in cerca di conferme…
    E mi liberai finalmente di una imbarazzante verginità anale.
    Ma la cosa più bella è sicuramente stata la compagnia di ragazzoni non ancora col cervello cotto da tatuaggi e dall’uso smodato di smartphone.
    Allora si passava il tempo parlando ore stanchi sotto la luna o all’alba, ammirando gli occhi brillanti ed i sorrisi dei bei compagni.
    Ora si passa il tempo chini su uno schermo.
    La compagnia maschile era sempre molto assortita e spesso di grande qualità.
    Erano i mesi di canzoni in sottofondo come “Do they know it’s Christmas”, “Don’t you (forget about me)”, “L’Estate sta finendo”, “I’ll fly for you”, “The power of love”, “Small town boy”, “The never ending story”; “Into the groove”, “Last Christmas”, “Noi ragazzi di oggi”, “Una Storia importante”, “You spin me round” e decine di altri miti assoluti degli anni ’80.
    Poi conobbi un compagno speciale, dagli occhi neri come la notte, il classico ragazzo sbagliato nel momento giusto.
    E impiegai 25 anni per smettere di amarlo.
    Ma una è la cosa che più mi manca: la SPERANZA.
    Darei 10 anni di vita per poterla ritrovare.
    La speranza di potere finalmente amare la vita, di passare questi anni che mi rimangono smettendo di lottare contro me stesso, di sorridere all’esistenza.
    Allora ci credevo, ora non più…
    Ciao Marina Militare e grazie, ti ho amata più di ogni altra cosa a questo mondo.

  • Daniii 20 Aprile 2016 at 22:54

    oddio e che e’ successo di tanto bello in marina??? <3
    Vogliamo i racconti

  • Stefano Innominati 20 Aprile 2016 at 7:05

    Tu eri un nerdone grassone, io in quell’inverno 1984 aspettavo di partire per il servizio militare in Marina che poi si sarebbe rivelato il più bel (di gran lunga…) periodo della mia vita.
    E’ una delle canzoni cult di quel periodo.

  • nicos 19 Aprile 2016 at 19:15

    pensa al bastian della storia infinita 2 che è morto poco più che ventenne…