Anselma Dell’Olio show sulla surrogazione: le lesbiche zitte perché timorose dei gay maschi

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Le lesbiche dove stanno, in tutto questo. Zitte, non sento una parola. Soffrono della sindrome di Stoccolma della leadrship dei gay maschi. Che hanno deciso tutto loro, sul matrimomnio, sull’utero in affitto, sulle unioni civili e le lesbiche zitte. Invece di dire ‘non passerete di qua’, nooo anzi, tutte terrorizzate che gli si dia delle omofobe. Questo è il problema che hanno quasi tutti, e alla fine non ragionano‘.

A partire dal minuto 8, preparatevi a ride dinanzi alle parole di Anselma Dell’Olio, storica femminista negli anni ’60 e ’70 nonché da 30 anni moglie di Giuliano Ferrara. E fu così che arrivammo alla fiaba delle lelle italiche impaurite dai famelici ricchioni masculi. ‘L’utero è mio e me lo gestisco io’, urlavano 50 anni fa in piazza per sostenere la battaglia sull’aborto. Ma difatti proprio di questo stiamo parlando. Eppure a FUORI ONDA, tra la Dell’Olio, la Lorenzin e la Alberti, si è sentito davvero di TUTTO. Vedere per credere.

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Comments

  • Shkval 7 Marzo 2016 at 13:23

    Mi piacciono molto le persone che si arrogano il diritto di parlare per gli altri. Fa intuire quanta poca sostanza abbiano i loro stessi pensieri.

  • TvItaly 7 Marzo 2016 at 9:25

    Apo facci un articolo sul bonazzo nudo visto ieri alle Iene… ❤️

  • Personcina 7 Marzo 2016 at 9:05

    Parlano come se le donne che si prestano alla gestazione per altri fossero costrette. In realtà decidono di farlo in piena coscienza e nessuno condiziona le loro decisioni.
    Sono la Dell’Olio è i suoi amichetti che vogliono gestire l’utero delle altre.

  • signorino tumistufi 7 Marzo 2016 at 1:30

    di certo lei può stare tranquilla visto che ha un marito che se tradisce, lo farebbe a suon di bigliettoni a qualche puttana

  • signorino tumistufi 7 Marzo 2016 at 1:28

    43.36 ascoltate la moglie di ferrara.
    sconvolgente

  • Henry88 7 Marzo 2016 at 0:09

    Ho visto la puntata. Sono sconvolto. Questa non è mai stata una femminista, così come non è mai stata una vera critica cinematografica.