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5 marzo a Roma: piove, tutti in piazza – 10 motivi per esserci

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12821441_1205695906110306_2499726119166327537_n24 ore ancora e il mondo gay tricolore si ritroverà in Piazza del Popolo, domani ore 15, per una manifestazione che ha cambiato pelle nel corso di questi ultimi 15 giorni.
Perché dal giorno della sua nascita ad oggi ne son successe, di cose.
Il Senato ha approvato il DDL Cirinnà, privo di stepchild adotpion e discriminatorio nei nostri confronti causa provocatoria assenza dell’obbligo di fedeltà. Una buona legge, e non una leggina, ma non un’ottima legge, perché fastidiosamente incompleta. Un punto di partenza che dovrà ancora passare alla Camera, ed eventualmente tornare al Senato nel caso in cui dovesse andare incontro a dei cambiamenti. E allora è doveroso esserci, domani, anche se previsioni alla mano su Roma potrebbe abbattersi una bel temporale pomeridiano.

Esserci per chiedere alla politica tutta di andare a riempire quei buchi rimasti scoperti con le unioni civili made in Renzi/Alfano/Verdini.
Esserci per chiedere alla politica tutta una legge contro l’omotransfobia che punisca severamente chi picchia, insulta e umilia chi è sessualmente ‘diverso’ da lui.
Esserci per chiedere alla politica tutta di guardarsi allo specchio, con la Costituzione in mano, per riscoprire quella laicità troppe volte dimenticata sull’altare del cattoestremismo.
Esserci per ridare unità ad un movimento glbtq che nel corso degli ultimi 15 anni è sempre stato desolatamente e irrimediabilmente spaccato.
Esserci per metterci la faccia, perché mai come in questo momento è doveroso farlo, senza timore alcuno.
Esserci per dimostrare agli Adinolfi di turno che ci siamo, siamo tanti, incazzati sì ma anche sorridenti, e magari con famiglie al seguito.
Esserci per stare vicino a quelle famiglie arcobaleno e a quei bimbi con due padri e/o due mamme che nel corso degli utlimi mesi hanno dovuto digerire osceni attacchi, diffamanti e volgari.
Esserci per ‘assaporare’ l’idea di una festa dei diritti, per 30 anni attesa, stracciata, rimandata ed ora quasi a portata di mano.
Esserci per provare a ‘contarci’, politicamente parlando, sognando quel ‘partito rainbow’ che puntualmente, ogni tot anni, torna a galla per poi riaffondare.
Esserci per cantare e ballare IT’S RAINING MEN, nel caso in cui dovesse davvero piovere, in mezzo a 50.000 persone. No dico, ma quando ve ricapita.

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