Leo Gullotta e l’amore gay:’ si sono inventati il family day come se noi sfasciassimo famiglie intere’

Condividi

Leo_Gullotta_1“Non mi sono mai nascosto fin da piccolo. Venivo dall’eterosessualità poi ho capito di essere omosessuale. È stato tutto tranquillo, sereno; c’è questa ipocrisia imbarazzante nel nostro paese. Io ho avuto una grande lezione di vita dal mio amico giornalista Pippo Fava. In uno dei suoi testi che interpretavo un personaggio diceva: ‘Se non si è disposti a lottare a che serve essere vivi?’. Una frase che mi sono ripetuto sempre”. “Io ho una famiglia, la mia famiglia. Sono cresciuto ragazzino – le mie sorelle erano già grandi, già sposate – e mi preparavano le pappe da dare ai loro figli. Quando non mangiavano i bambini ci pensavo io, ho fatto una specie di papà quando ero troppo giovane. Ognuno nella vita deve poter fare quel che crede. Sulla parola ‘matrimonio’ il Vaticano e le destre ci hanno marciato, si sono inventati il family day come se noi sfasciassimo famiglie intere. Tutte le famiglie che conosco con adozioni sono gioiose, se c’è un bambino che non conosce una carezza, l’amore, è giusto che abbia un’opportunità. Poi ci sono famiglie dove volano le coltellate ma vince la finzione, trionfa l’ipocrisia. Sempre lì torniamo. Io ho sempre pensato che l’importante è che ci sia affetto, l’amore, il rispetto. Sono le uniche cose che contano, non il sesso di chi vive nella casa”.

Via LaRepubblica, parole e pensieri di Leo Gullotta, proprio oggi 70enne e da 20 anni (era il 1995) omosessuale dichiarato. Parole e pensieri ineccepibili, direi, per quello che è sempre stato un grande attore incredibilmente sottovalutato.

Autore

Articoli correlati