Krzysztof Charamsa a Gay.it: ‘il coming out non è un pio consiglio, è un obbligo’

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Alle ore 14 Gay.it pubblicherà una lunga intervista a Krzysztof Charamsa, ex monsignore cacciato dal Vaticano dopo il clamoroso coming out di 3 settimane fa. Una prima intervista ad un sito glbtq qui anticipata da ricchi ed interessanti ‘spunti’.

I progetti futuri di Monsignor Krzysztof Charamsa e del compagno catalano
[…] il mio compagno è catalano, appartiene alla antica Nazione Catalana, che attualmente fa parte dello Stato Spagnolo, dove sul tema dei diritti individuali delle persone omosessuali e delle loro famiglie siamo – grazie a Dio – all’avanguardia.
[…] Vorrei dedicarmi anche alla difesa dei diritti delle minoranza sessuali.

Preti ed omosessualità
[..] Questo succede con molti preti che hanno la fortuna dell’esperienza della relazione d’amore etero- o omo-sessuale, ciascuno secondo la propria natura: diventano preti migliori, nonostante l’oppressione della chiesa. L’amore ha intensificato in me le migliori energie sacerdotali.

Il coming out
Uscire dall’armadio, questo è il primo consiglio! […] Ma non è un pio consiglio, è un dovere di coerenza, è un obbligo.

L’inquisizione, definita “agenzia per l’omofobia”
[…] Penso alla Congregazione per la dottrina della fede, l’antica Inquisizione, che è uno dei più importanti uffici del Vaticano e nello stesso tempo la principale agenzia dell’omofobia della chiesa.[…]

La tolleranza di facciata della Chiesa
[…] Esiste solo una azione di promozione mediatica affinché il mondo creda che la chiesa “rispetti” gli omosessuali: ma questa è una bugia[…]

La “lobby gay”
Ho conosciuto solo singoli preti gay […] spaventati della loro omosessualità e in uno stress continuo. Non mi pare che siano capaci di porre in piedi una lobby: piuttosto odiano se stessi e così iniziano a odiare tutti gli altri gay. Nel clero siamo esperti di omofobia interiorizzata, quella che dall’odio verso se stessi ci porta ad odiare le persone simili a noi. È davvero un caso drammatico.

La Chiesa, oggi
[…] sono gay, felice e orgoglioso della mia identità ed esigo che la mia chiesa prenda tutto ciò sul serio e smetta con le sue paranoie da vecchia rimbambita.

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